La cultura millenaria che possediamo nella nostra grande e affascinante Europa è un patrimonio d’inesauribile bellezza, sotto tutti i punti di vista, musicali compresi. All’interno di tutto ciò rientrano i The Sombre, band proveniente dai Paesi Bassi, che con il nuovo Shapeless Misery sono in grado di sedere sul trono death/doom per eccellenza, accanto ai nomi più blasonati e conosciuti del genere, senza alcun timore. La classe è già espressa fin ai primi istanti di questo nuovo platter, con una stupenda A Terrible Silence From Above, che con i suoi sette minuti riesce ad ipnotizzare l’ascoltatore, inebriandolo con delle atmosfere cupe, grigie ma molto affascinanti e suadenti. Brano che ricorda nelle atmosfere i primi e grandi My Dying Bride e Celestial Season. Il Doom, lento, marziale e funebre continua a essere ancora più enfatizzato nella successiva My Betrayal As A Knife, dove la band mostra un songwriting davvero personale, in cui la struttura del brano è un possente e concentrato calderone di forti emozioni soffocanti. Un suono seppur cupo e duro, quasi catartico, s’impadronisce della title track Shapeless Misery, che diviene tra l’altro sognante per certi versi anche grazie al profondo cantato in growl che si unisce alla perfezione alle clean vocals davvero belle. Nella terza Tears And Dismay possiamo ascoltare ciò che portò al successo mondiale gli Anathema dei primi tre lavori mischiati ai Novembers Doom di Amid Its Hallowed Mirth, fermo restando la personalità e la peculiarità dei The Sombre che è sempre quanto mai marcata su ogni singola nota. Altri brani dall’alto tasso tecnico, armonico e atmosferico sono anche le ultime due The Golden Shroud, emozionante, melodica con quel tocco malinconico a cui ormai la band ci ha abituato e An Untameable Desire, marziale, ipnotica, profonda e dannatamente oscura come la notte più buia. Mettersi comodi su un divano con le luci soffuse e con alto volume i brani contenuti su Shapeless Misery; significa iniziare un viaggio nei meandri della propria anima, soffermandosi sul lato oscuro di essa. Un gioiello da custodire in maniera maniacale, perla di rara bellezza in tutte le sei tracce e i suoi quasi trentacinque minuti di durata.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















