I The Human Tornado si formano a Bologna nel 2014, nel 2016 danno alle stampe il loro primo cd (“Storm In A Ketchup”). La band italiana aveva già convinto nel loro debutto con il loro heavy rock di impatto. Sebbene l’esordio paghi un po’ di inesperienza a livello di songwriting le cose migliorano sensibilmente in questo “Love Is Démodé”.
Quello che riesce estremamente bene ai The Human Tornado è l’utilizzo di parti dure e incazzate (certe volte sfiorano il thrash metal) e un cantato aggressivo, pur mantenendo una linea melodica ben definita. Ma veniamo alle 10 tracce che compongono l’album.
Perfetto inizio con “It’s Never Too Late” che sviscera le peculiarità del loro sound. Potenza, violenza e ritornelli urlanti. Si capisce subito che il combo italiano non vuole lasciare prigionieri e il primo singolo “Dreamland” ne è un perfetto esempio. Super groove, veloce, incazzato ma anche riflessivo e melodico. E qui viene fuori il primo punto a favore della band: linee melodiche ben definite ma non tendenti al mainstream. Oltre al singolo è un ottimo esempio la successiva “What I’m Waiting For”, dove la differenza tra la strofa e il refrain è particolarmente netta (violentissima la prima, super melodico il secondo). Apprezzabilissimo il cantato di Rob Montanari che si districa in maniera egregia tra parti urlate e parti più soft senza mai perdere la sua identità. Da citare poi la sezione ritmica che non perde mai un colpo donando un ritmo trascinante a tutte le composizioni. In ultima istanza bisogna tributare la giusta importanza alla coppia d’asce. I riff di Simone e Max, uniti ad una produzione esplosiva sono taglienti e trasudano potenza (vedi “The Iron King”). Sulla stessa linea troviamo “Great Unknown” e “Last Embrace” piccoli grandi esempi di rock alternativo scritto col cervello ma anche viscerale ed istintivo. “Free” è un gran pezzo. L’inizio soffuso dà l’impressione di una ballad ma poi si trasforma in un pezzo dalla matrice rock con velature grunge. “Kill! Kill! Kill!” è una bella mazzata nelle gengive con un basso pulsante e continui cambi di tempo e con “Compromise” ci si cala ancora nel rock alternativo, notevoli certi spunti alla System Of A Down (che si incastrano alla perfezione) e hanno il gran pregio di non rendere il pezzo mai banale. Conclude il tutto “Black Mind Hole” che si evolve tra parti violente per poi giungere ad un’inaspettata parte più riflessiva ritornando a picchiare duro con reminiscenze dei Metallica epoca “Load”.
I The Human Tornado pongono un nuovo importante tassello alla loro crescita stilistica migliorando quanto di buono avevano fatto col il precedente lavoro. “Love Is Demodè” è un album diretto, senza fronzoli o ammiccamenti al mainstream, suona in maniera egregia e dal vivo sarà sicuramente devastante. I margini di miglioramento sono ancora ampissimi ma la band italiana è sulla buona strada.
Voto: 7,5/10
Fabrizio Tasso















