Musicalmente parlando, se nominata la lontana Australia, si va a pensare ragionevolmente agli Ac/Dc senza dubbio. Ovviamente quella Terra così lontana non ha fatto germogliare soltanto una delle più grandi hard rock band del globo, ma in aggiunta moltissime realtà di tutto rispetto anche sul versante prettamente metal, di cui potremmo fare una discreta e lunga lista, ma non è questa la sede e moment giusto. Cercheremo invece di dare una visione su una band che è nata agli inizi del nuovo millennio, e che quindi esiste da circa venti anni. Si tratta dei Temtris, storica band ovviamente australiana che nell’arco di due decenni è arrivata a pubblicare sei album in studio, compreso il nuovo e potete Ritual Warfare. Non saranno di sicuro una band molto prolifica, ma la qualità delle composizioni è molto alta e fatta di tanta professionalità e passione verso un heavy metal possente e granitico che molto ricordala NWOBHM e in parte anche il thrash metal di stampo americano. Questa nuova release, capitanata da una grande singer, Genevieve Rodda, inizia con un brano abbastanza tirato e di sicuro impatto, Race To The End, che mette subito in mostra i muscoli di tutta la formazione. Quasi sei minuti di puro metallo incandescente, fatto di doppia cassa, parti chitarristiche al fulmicotone coadiuvati dalla suadente e forte voce di Genevieve. S continua con un brano figlio dei più grandi Manowar, One For All si presenta così, veloce potente e deciso. Ci sono anche momenti molto tecnici e ricercati come l’ottima Seven Sins Of Man, brano dall’atmosfera oscura e martellante. Spettacolare la furia controllata della spedita e aggressiva Forever, che ci ricorda come la cantante sia un vero portento della natura. Uno dei tanti particolari, che rende davvero grande, questo nuovo Ritual Warfare è sicuramente il grandissimo lavoro fatto con le chitarre, che tessono un intreccio mai banale, una varietà di sezioni sempre varie, degne delle più grandi metal band, cosa da non poco conto. Convincono molto anche quando vanno sui mid tempo come nel caso della riflessiva Tempus Aeternum, brano degno di nota. Provate a resistere al muro sonoro di Erased, altra devastante traccia. Questo sesto lavoro degli australiani Temtris si chiude con una canzone piena di pathos, potenza e ancora una volta con una prestazione davvero eccellente. Album che farà la felicità sicuramente degli addetti ai lavori e soprattutto a molti metal heads che si nutrono a pane e metal puro.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















