Questa si che è una di quelle recensioni che mai ti aspetteresti,ma alla quale mi avvicino con immensa gioia…
Nulla di lontanamente assimilabile o avvicinabile al rock e al metal, ma una sorta di ambient, dark dungeon basato su tromba e flicorno!
Ammetto senza vergogna di non aver mai ascoltato, prima d’ora, nulla di questo artista che, scopro esser torinese, che registra a due passi da casa mia (Cascina) e che ha rilasciato da qualche mese questo lavoro per un’etichetta indiana!!!
Sette composizioni, due delle quali, folli e magiche rivisitazioni di altrettanti brani così diversi tra loro, ma qui uniti da una capacità artistica, veramente eclatante!
Un delirio sonoro, così lucido quanto inimmaginabile per chi, si approccia all’ascolto per la prima volta, e che necessita, ovviamente, una mente sgombra, sia da pregiudizi che da qualsivoglia distrazione.
Non cercate la forma-canzone, perché troverete solo tanta ricerca sonora, fino ad arrivare a degli innesti jazzistici, passando, come detto in apertura per sonorità estreme.
La devastante ripetitività di “Elephantine March” introduce alla prima rielaborazione, una struggente versione di un classico come “Recuerdos De La Alhambra” di Tárrega che qui è veramente da brividi, malgrado non ci sia l’immenso arpeggio tremolante che lo ha reso così immenso ed immortale e che, sicuramente, molti dei miei amici chitarristi conosceranno ed ameranno, ma credetemi…strappa le lacrime!!!
Vorrei esser più tecnico per offrirvi ulteriori spunti di interesse descrivendovi come, compositivamente, si articolano tracce come “Walking Towards Farewell” o la successiva “I’m Sorry Ma’am…”, dove la tromba sale in cattedra senza dar più scampo a niente, ma mentirei, non avendone io le conoscenze adatte e quindi riporterò solo la sensazione di magia che ha permeato le mie corde, solitamente abituate al black metal più efferato.
Qui l’estremo acquista un senso ancora più profondo, libero da ogni categoria, e ti porta ad inchinarti davanti all’estro ed al genio creativo e compositivo di chi, in chiusura, si permette il lusso di ridurre una partitura come quella di Mahler,farcita di meravigliosi archi, ad un capolavoro per ottoni…
Mi esalto davanti a questo Artista e mi scuso per non esser, del tutto riuscito, a rendere onore alla grandezza di questa proposta figlia di un tempo sublime in cui nulla era lasciato al caso…
Se amate l’Arte in ogni sua meravigliosa sfumatura, questo lavoro fa per voi, assaporatelo nella sua interezza, senza pause o soste, mi ringrazierete!
La Luce è custodita con cura a Torino!!!
Voto: 9/10
Francesco Yggdrasill Fallico















