Provo una leggera vergogna per il fatto di non aver mai sentito nominare i britannici Sylosis prima d’ora, prima che mi venisse passato il nuovo album per scriverci la recensione. Pare siano molto famosi a livello internazionale nel panorama thrash/death/metalcore moderno. Senza contare che sono nati ben 26 anni da e hanno dunque ben 7 studio album alle spalle, un live e alcuni EP.
Una solida esperienza dunque, e mi spiace di non aver ascoltato (ancora) i precedenti lavori per poterne fare una comparazione col nuovo “The New Flesh”. Possa dunque questa mia breve recensione essere il resoconto di un’orecchio “nuovo” a questa band, e la mia valutazione dunque scevra da trascorsi nel genere musicale di riferimento. Chi mi conosce infatti sa che mi prende l’orticaria ogni volta che leggo la parola “thrash”: è un genere (assieme al power metal americano) che proprio non sono mai riuscito a digerire e porto avanti questa mia mancanza consapevole di venire spesso guardato male dai fan dei Megadeth o degli Anthrax (i Testament invece mi piacciono, stranamente). Per quanto riguarda i Sylosis, devo dire che la componente thrash non solo non risulta disturbante alle mie orecchie, ma anzi arricchisce notevolmente il sound, dandogli il giusto ritmo e la perfetta cadenza alle varie canzoni. Gli undici pezzi che compongono “The New Flesh” sono undici mazzate sulle gengive, aggressive e feroci ma mai senza metodo: le basi death si intrecciano in maniera magistrale con l’indole thrash e le derivazioni metalcore, creando un composto unico e davvero interessante in grado di deliziare i palati sia degli ascoltatori vecchia scuola, che di chi invece risulta più propenso alle produzioni moderne. In alcuni riff e passaggi in genere mi hanno riportato alla mente gli scozzesi Bleed From Within (band che ho imparato ad amare dopo averli visti aprire il concerto degli Slipknot a Glasgow), ma anche in parte il groove metal dei Pantera o l’alternative metalcore degli americani Demon Hunter (altra band, quest’ultima, che adoro). Per un ascoltatore che non è esattamente un fan del genere, sentire “The New Flesh” che scorre via fluido nel lettore dall’inizio alla fine non è davvero cosa da poco, e dunque non posso che complimentarmi coi Sylosis per aver creato davvero qualcosa di innovativo, lontano anni luce da archetipi e pregiudizi. Come detto prima non posso purtroppo dire se siano stati fatti passi in avanti rispetto ai precedenti album (ma son convinto di sì), ma posso certamente affermare che l’album si lascia ascoltare una meraviglia, è prodotto in maniera eccellente (la Nuclear Blast è sempre una garanzia sotto questo aspetto, d’altronde) e che al di là dei gusti personali lascia un’impronta di arricchimento uditivo comune a ben poche altre band.
Voto: 8/10
Francesco “Grewon” Sarcinella















