“Kumbl” è una parola derivante dal danese antico che in lingua corrente significa “monumento” o “memoriale”. Il memoriale che caratterizza la copertina dell’ultimo lavoro firmato dagli Svarstot, intitolato appunto “Kumbl” e che verrà rilasciato nel tardo febbraio del prossimo anno tramite la danese Mighty Music.
Gli Svartsot sono noti per la loro proposta estrema (sulla scia della tradizione Folk-Black Scandinava) e per le tematiche legate al mondo della mitologia e del folklore nord europeo, tutto con testi rigorosamente cantati in lingua madre. Dopo quattro dischi pubblicati tra il 2007 e il 2015, la band guidata dai due veterani Cris Frederiksen e Hans Hansen, se ne esce con un omaggio puro alla proria storia con un disco che è una raccolta di pezzi del Folk tradizionale nordico filtrati attraverso il sound che da sempre caratterizza la band di Randers.
Ci addentriamo dunque in un labirinto di sonorità che richiamano prepotentemente la natura incontaminata delle terre scandinava, dei suoi ritmi primordiali e della sua affascinante oscurità. “Liden Kirsten” presentato in anteprima ci regala un assaggio del vero fulcro di questo lavoro, il quale si struttura su pezzi Folk – Black ritmati da chorus Folk e un sapiente lavoro in sede di ritmica e linee di chitarra.
Nel complesso “Kumbl” risulta un lavoro gradevole ma che sa già di (ri)sentito, pieno di clichè che ormai affliggono il genere da anni (parti acustiche, sezioni estreme e cori vichinghi sono cose ormai abusate fin troppo da una marea di band) e che purtroppo non rendono giustizia ad un mondo affascinante come quello nordico. In pochi oggi sanno cantare quel mondo in maniera veramente originale (cito i Wardruna).
Un disco che farà la gioia degli amanti del genere, ma che rimane lasciato nel dimenticatoio dal resto di un certo tipo di pubblico che oggi nel 2021, ne ha anche abbastanza.
Voto: 5/10
Sonia Giomarelli















