Non sono un particolare fan di death metal, ma cerco di spaziare un po’ in tutto lo spettro del metal…Faccio così da sempre e mi sono sempre trovato bene. Questo mi consente di non avere preclusioni e specialmente live, ho visto proprio di tutto.
Vedendo di tutto, tre anni fa circa, ho assistito al Cycle di Sesto Fiorentino ad una grande performance dei Suffocation. Una furibonda prestazione, con un cantante che non ho ancora capito chi fosse ma che mi colpì perché nel locale sembrò riconoscere una sua amica e l’ha portata a vedere il tour bus, trattenendosi il tempo giusto per rinsaldare l’amicizia.
Dopo il concerto ci fu anche il tempo e la disponibilità dei musicisti, in particolare Terrance Hobbs, lo storico chitarrista, a parlare di metal e dei Suffocation.
Ricordando la serata e incuriosito dalla fama di Frank Mullen mi sono buttato sull’ascolto di questo “Live in North America” che rappresenta, di fatto, l’ultimo tour del grande Frank, che privilegia il lavoro alla musica, dopo tanti anni di metallo che ha interpretato alla grande ma che, evidentemente, non lo hanno reso libero dal bisogno.
Intanto si deve dire che la qualità sonora di questo live è veramente straordinaria: registrato nel 2018, prodotto e mixato da Christian Donaldson che ha veramente fatto un gran lavoro. Tutti gli strumenti sono riconoscibili e hanno tutti il loro spazio, veramente un sound mostruoso che vale da solo l’acquisto del disco.
“Live in North America” è una vera celebrazione di questa prima parte della carriera di un gruppo seminale per il brutal death e la scaletta non ammette repliche, ospitando tutti i classici del gruppo, in particolare della prima parte della loro abbastanza prolifica produzione discografica.
La celebrazione si respira anche nella frequenza con la quale Mullen, anche interrompendo i pezzi, saluta e ringrazia i fans che lo acclamano. Tanti grazie con la voce pulita che non sembra uscire dalla stessa gola che emette quelle urla disumane, che sembrano spesso provenienti da un megafono gigante, che caratterizzano la prestazione del cantante in questo live.
Il disco è un assalto sonoro molto aggressivo, ma esaltante per chi ama questo genere di musica o semplicemente per chi ogni tanto fa uno strappo alla regola. I brani sono devastanti, nel tipico stile brutal death con chitarre molto pesanti, assoli liquidi da parte della coppia di asce, batteria spesso sul blast beat ma che non disdegna cambi di tempo e momenti lievemente meno veloci. “Thrones of blood”, “Effigy of the forgotten”, “As grace descends”, “Breeding the spawn” “Souls to deny” sono classici assoluti di questo gruppo statunitense che ha tanti fans in tutto il mondo e qui vengono proposti nel massimo del loro splendore.
Difficile cantare le canzoni dei Suffocation, con la piacevole variazione di “A Dismal Dream” che un minimo di orecchiabilità, ovviamente in questo magma supermetallico, ce l’ha.
Insomma un grande disco per i fans, per gli altri invece consiglio un ascolto privo di pregiudizi. Un brano alla volta, questi Suffocation potrebbero anche piacere, in attesa del nuovo corso con il nuovo cantante Ricky Myers, che raccoglie la scomoda eredità di Frank Mullen, sicuramente un grande e autore di una carriera metallica notevole.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















