Un tribute-album agli Stratovarius! Ce n’era bisogno oggi giorno, onestamente parlando? Forse per dar risalto ai personaggi che partecipano, certo. Tutte ottime bands, per carità. Tutte perfettamente preparate, vi sparo qualche nome? Pesco a caso: Beto Vazquez Infinity, Dark Horizon, Magma Lake, Eagleheart… poi ci sono delle libere aggregazioni di musicisti dello stesso circuito, come Kublai Kapsalis con l’ex bassista degli stessi Stratovarius Jari Behm ed Elmas MT dei Vivaldi Metal Project, Marko Pukkila con Juhani Malmberg (chitarrista di Timo Kotipelto)… il fatto è che tutte, proprio tutte le tracce contenute, ad un primo ascolto paiono realizzate dalla stessa band! Soprattutto (ma non solo) per il cantato. A parte alcuni brani tra inizio e fine, in cui il cantato femminile prevale (molto, molto stereotipato, e non sempre convincente: ascoltate i Silent Saga su “Kiss Of Judas”, pare un insulto al brano originale!), paiono tutti lo stesso cantante, vi giuro. Tutte le bands presenti fanno Power Metal. Tecnicamente integerrimo, per carità… però a questo punto avrebbero fatto meglio gli Stratovarius stessi a risuonarselo da soli questo tribute, creando una semplice antologia di “classici” reincisi. Insomma, il progetto StratofortresS non fa altro che confermare in pieno lo stato di implosione ed auto-referenzialità che il Power Metal ha raggiunto negli ulitmi anni. Umanamente, più di tanto non possiamo avvallare questa operazione, che pare oggettivamente alquanto superflua. Spiacente.
Voto: 5/10
Alessio Secondini Morelli















