Una buona spruzzata di True Black Metal è proprio quello che ci vuole in questo tormentato periodo. Ci pensano i milanesi Stormcrow, che rilasciano il secondo album “Face The Giant” per Vacula Productions. Il quartetto malefico, in cui milita anche il bassista Zedar dei mitici Koza Noztra, ci delizia con ben 7 brani + intro di mefitico Black all’ennesima potenza. Nell’ottima produzione, nel feeling oscuro e nello stato d’animo nerissimo che i nostri riescono debitamente a riprodurre, troviamo la quintessenza di un puro viaggio infernale. Oltretutto veniamo deliziati per tutto l’ascolto da una produzione molto ben congegnata e parecchio “musicale”, che riesce a restituire all’ascoltatore ogni più piccolo briciolo dell’espressività formale e sostanziale dei nostri. E’ presente anche una relativa variegatezza, con terremotanti riff di sapore esotico su brani come “Nanga Parbat”, oppure tendenti leggermente al Death come in “Relentless”, dove ci impressiona nella parte centrale un basso distortissimo, che fa ancor più spavento quando viene lasciato da solo a far tremolare le casse dello stereo. La danza indiavolata del color della pece proposta dagli Stormcrow impressiona tanto per coerenza quanto per musicalità. Davvero un ottimo album per tutti i cultori del genere. Ma soprattutto, un album creato attorno ad un argomento piuttosto originale e coinvolgente per un disco Black, ben simboleggiato dal titolo stesso dell’album nonché dall’immagine di copertina. Una sfida aperta all’uomo intrepido.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















