La storia discografica, dei tedeschi Stiriah, inizia nel 2015 con la pubblicazione di un Ep, Night Falls, seguito poi due anni dopo dal debutto ufficiale Aurora, che gli permise alla band di fari conoscere abbastanza bene oltre il loro confini nazionali. Adesso, in questa prima fase del 2021, si rifanno vivi con un nuovo e incandescente album, dal titolo eloquente: Into The Depths. Il genere proposto è un black metal primordiale composto di 5 brani piuttosto lunghi con una media di circa 8-9 minuti ciascuno, escludendo la sola The Light Bearer che i attesta sui sei minuti di durata. Partendo dall’iniziale e feroce The Water, non si può non notare un avvicinamento al sound dei Naglfar di Vittra, con la differenza che qui gli Stiriah, sono molto più brutali e meno melodici dei loro colleghi svedesi. Avendo inquadrato il filone musicale, possiamo dire che all’interno di questo secondo capitolo dei quattro cavalieri apocalittici provenienti da Berlino, è un concentrato micidiale di incandescente e ferale black metal, ne più ne meno. Brani come la seconda The Sun ci fa capire come la band è coesa nel creare atmosfere lugubri, vertiginose e a tratti claustrofobiche, nel senso “positivo” del termine. Questo brano della durata di ben nove minuti lascia letteralmente a bocca aperta per l’inaudita violenza che riesce a sprigionare. Tutti gli elementi confluiscono in un calderone esplosivo di sensazioni totalmente distorte e maligne. L’inizio lento di The Darkness potrebbe ingannare le nostre aspettative, farci credere che questa traccia sia più lenta, mentre la ferocia si lascia andare dopo il primo minuto, totalmente e liberamente quasi apparentemente senza controllo. Uno dei brani più gelidi e agghiaccianti ascoltati in questa prima fase dell’anno in corso. Otto minuti di pura sofferenza sonora che riesce a lacerare ogni singolo brandello di carne che si ha addosso. Rimangono i nove minuti e mezzo di The Flesh, a chiudere un album che sicuramente darà del filo da torcere alle black metal metal band, che al momento sono sul nero trono dell’inferno. Adesso, grazie a questo nuovo Into The Depth, gli Stiriah possono ambire a de troneggiare e spazzare via chi sta nelle vicinanze di quel fantomatico trono nero. Album da tenere con cautela perché rischia seriamente di fare molto male.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















