Ma cosa sta accadendo lì in Oceania? Sempre più bands escono alla ribalta da laggiù, che riportano in auge la Storia del Metal estremo occidentale. In tal contesto si inseriscono gli Stälker (dieresi d’obbligo compresa nel nome), trio neozelandese d’assalto, con il loro secondo album “Black Majik Terror”, che nel tempo di uno schiocco di dita ci riportano indietro di ben 35 anni, all’epoca del miglior Speed&Thrash ottantiano, tipico di grandi bands come Iron Angel ed i migliori Exciter. E lo fanno in maniera talmente convinta che pare davvero di unirci ad una festa di pogo selvaggio per l’intera durata dei 39 minuti di questo album superlativo, senza che tutto questo tempo sia passato mai. I nostri sfoggiano una perizia strumentale ed una velocità davvero “Thrashy” ed un’attitudine meravigliosamente “retrò” come da tempo ormai non mi capitava di ravvisare, ma godono di una produzione perfetta sotto tutti i punti di vista. Le tematiche delle liriche sono quelle horror/sataniche/apocalittiche di rigore in quell’epoca, e le vocals… beh, dimenticatevi gli eccessi catarrosi da sgorgo di lavandino ormai norma nel Death/Black/Grind. Il bassista/cantante (!!!) David “Daif” King possiede una performance aggressiva quanto basta, ma è capace di arrivare a picchi acuti da guerra, proprio com’era rimpianta abitudine negli anni migliori. Velocità a rotta di collo, riff di puro metallo fuso, altrettanto velocissimi ed elaborati quanto basta, e poi… l’unica song non Speed-oriented, “Holocene’s End”, che rappresenta una gustosa variante, caratterizzata da una prima parte di atmosfera molto darkeggiante e da una seconda ricca di cavalcate metalliche coinvolgenti e ben congegnate. Una parola voglio spenderla anche sulla magnifica illustrazione di copertina: meravigliosamente “tradizionalista” nel suo soggetto Heroic Fantasy. Cosa dire? Si tratterà pur semplicemente d’una revival-band, ma il risultato complessivo è talmente coinvolgente, con la sua operazione di recupero a pieno dello Spirito del Metallo degli ’80s per attualizzarlo e restituirlo all’ascoltatore del 2020, che merita un bellissimo voto. Io spero tanto di vedere dal vivo gli Stälker, sono sicuro che ne varrà la pena. L’album è destinato ad ascoltatori giovani e meno giovani, poiché non vi è altra maniera di rinverdire e riattualizzare le forme più “primordiali” di Metallo Pesante che sfornare album belli come “Black Majik Terror”. Che il Sacro Spirito del Metallo Veloce sia sempre con voi!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















