Secondo album per i (il?) Silenzio Profondo, Heavy Metal band mantovana che ha deciso di nobilitare l’idioma italico per i propri testi. Sfidando i paletti di molte persone, tra le quali il sottoscritto, sul cantato italiano nel Rock/Metal. D’altronde, come affermavo nella recensione dei Verde Lauro, faccio mio l’assunto dell’amico Gianni Della Cioppa che nel suo libro sul Rock in Italiano afferma che “il rock cantato in Italiano si basa su un vocabolario di 100-200 parole, continuamente reimpiegate a ciclo chiuso”. Personalmente posso affermare che di quelle 100-200 parole mi sono stancato da quel dì… ma ciò nonostante, il risultato questa volta è parecchio interessante. I nostri si presentano come un’agguerrita e ben skillata Heavy Metal band di stampo classico, e ciò che impressiona favorevolmente è la convinzione con cui i nostri presentano la loro proposta musicale. Compresa la performance vocale. I brani sono tutti considerabili come delle pigne violente ma molto ben suonate. E nel bel mezzo di tanta energia, calzano abbastanza bene testi sulla droga (“Falsa Illusione”) così come emozioni negative proiettate su scenari fantastici (l’iniziale “Incubo” e “Danza Macabra”)… per finire con una mini-suite che comprende “Nella Tela”, la strumentale maideniana “Veleno”, “Solo Carne Solo Sangue” e una finale, leggermente progressiva “Ritornato”, a simboleggiare un ciclo di morte e rinascita che ha molto del Progressive Rock come intento iniziale. Insomma, i mantovani sanno il fatto loro. Sono molto bravi e glorificano il Metal italiano nella giusta misura. Forse perché c’é sotto proprio lo zampino dello stesso Della Cioppa (La Andromeda Relix è sua, dopotutto). Ad ogni modo, mi sento di consigliare l’album “Ritornato Dall’Incubo” a tutti coloro che supportano con entusiasmo l’Heavy Metal italiano. Tenete sempre a mente la lezione della Strana Officina e ricordate, quindi, che almeno una volta ogni tanto il cantato in lingua madre nel Metal fa bene all’ascolto. Soprattutto se proposto con questo livello di convinzione.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















