Con The Monarch, gli Shardana presentano un concept album dal forte impatto culturale e musicale, interamente ispirato alla mitologia e all’identità storica della Sardegna. Un lavoro che intreccia death metal melodico, suggestioni folk e passaggi orchestrali, mantenendo una narrazione solida e ricercata.
L’apertura è affidata a “Awakening”, introduzione strumentale che pone subito le basi per un’atmosfera solenne e carica di attesa, grazie a arpeggi evocativi e orchestrazioni minimali.
Con “S’Inferru”, il disco esplode di potenza: la scelta della lingua sarda rafforza l’autenticità del progetto, mentre riff serrati e sezione ritmica martellante si fondono con linee melodiche ben costruite. La voce cavernosa è intensa ma mai eccessiva, sempre al servizio del racconto.
“Sleep of the Righteous” porta l’ascoltatore in territori più introspettivi, alternando sezioni acustiche sospese a momenti di feroce aggressività, in un gioco dinamico che amplifica la tensione drammatica.
Con “The Landing” il respiro si fa epico: chitarre incisive, basso pulsante e batteria decisa accompagnano un assolo dal notevole senso melodico e narrativo, segno di una scrittura strumentale attenta.
Il cuore concettuale è la title track “The Monarch”, un brano stratificato che unisce aggressività e solennità, con orchestrazioni di stampo cinematografico e un’interpretazione vocale carica di pathos.
Più diretta e marziale, “Iron Will” convince per la sua ritmica serrata e per i riff taglienti, incarnando perfettamente la determinazione evocata dal titolo.
Il ritorno alla lingua sarda in “Rei de Sonnu” porta con sé atmosfere rituali e ancestrali: tempi rallentati, chitarre gravi e voce intensa creano una dimensione quasi liturgica, arricchita da echi melodici tradizionali.
Con “Occasu” si entra nella fase conclusiva del disco: un brano emotivamente carico, che alterna solenni aperture melodiche a ritmiche scandite, evocando l’immagine di un declino epico e inevitabile.
Chiude l’album “Is Cerbus”, strumentale che richiama i temi iniziali ma con maggiore intensità. L’uso di strumenti tradizionali e la costruzione dal respiro rituale suggellano l’opera con coerenza e solennità.
The Monarch è un lavoro compatto, maturo e identitario, capace di fondere la brutalità del metal estremo con radici culturali profonde. Gli Shardana trasformano la loro eredità storica in un linguaggio sonoro moderno e suggestivo, regalando un album che sa colpire sia per potenza che per autenticità.
Voto: 8,5/10
Daniele Blandino















