Dimenticate ogni cliché del metal tradizionale: Shane Lentz torna con APHOTIC | LIMINAL | NIHIL, un’opera che è al tempo stesso viaggio sonoro e meditazione esistenziale. Un titolo enigmatico che anticipa il contenuto: un’immersione profonda nel vuoto, sia cosmico che interiore.
L’album rappresenta il culmine di un percorso artistico costruito nell’underground, dove l’abilità tecnica e la visione concettuale si fondono in un progetto totalmente autarchico. Lentz ha scritto, suonato, registrato, mixato e masterizzato ogni singola traccia, scolpendo un universo musicale fatto di contrasti: dalla violenza catartica del metal estremo alle rarefazioni shoegaze, dalle urla lancinanti a passaggi dilatati e carichi di malinconia.
“Questo album riflette la mia fascinazione per il vuoto – dice Shane – sia il vuoto letterale dello spazio che quello metafisico dell’esistenza. È un tentativo di incanalare la bellezza travolgente e la disperazione di contemplare ciò che si trova oltre noi e dentro di noi.”
Le sonorità, potenti e atmosferiche, ricordano i territori del blackgaze, con strutture che si aprono verso l’infinito come galassie sonore. Il titolo, spezzato in tre parole – Aphotic (senza luce), Liminal (di soglia), Nihil (nulla) – è già un manifesto filosofico ed emotivo.
Alle spalle di Shane Lentz c’è un background da musicista esperto e versatile: già noto come bassista, è stato parte di band come Kamikabe, Ys e Cabaret Runaway, e ha collaborato con nomi di rilievo come Jeff Loomis, prestando il suo talento all’album Plains of Oblivion (2012), acclamato dalla critica e salito nelle classifiche Billboard.
I precedenti lavori solisti – The Hollowing Abyss (2024), The Solitude of Discovery (2021), Reverse Horizons (2014) – avevano già delineato una cifra stilistica precisa, ma è con APHOTIC | LIMINAL | NIHIL che Shane raggiunge la piena maturità espressiva.
Un album che non fa sconti, ma che parla a chi cerca un’esperienza musicale totalizzante, capace di unire estetica, riflessione e profondità emotiva. Per chi ama il metal atmosferico, è una chiamata alle armi dell’anima.















