Tornano i Seven Spires della cantante/tastierista/songwriter Adrienne Cowan (corista degli Avantasia), con il loro terzo album, il secondo per Frontiers. “Gods Of Debauchery” è un altro concentrato di Symphonic Power Metal con voce femminile (ma con alcune guest maschili screamy vocals in alcuni brani), sempre contornato da tutte le consuete influenze classiche, folkeggianti e progressive. L’album appare ancora più ambizioso rispetto al precedente “Emerald Seas”, anche se forse eccessivamente prolisso. La voce di Adrienne da il suo meglio soprattutto nei cantati d’atmosfera simil-celtica, come nella introduttiva “Wanderer’s Prayer” e nonostante non manchi la potenza nei momenti più strettamente Power, il disco intero risulta pregno di un’atmosfera fiabesca che ormai è consuetudine della band in questione. Più brani hanno anche in incipit da “orchestra hit” tipici delle “soundtrack scores” più fantasy… e nel complesso possiamo ben dire che l’album ha un costrutto generale più che buono, nonostante si tenda molto di più ad evidenziare l’aspetto vetero-sinfonico rispetto all’energia del Metal. Possiamo ben dire che quest’album sia un degno successore dell’ottimo “Emerald Seas”. Peccato che in più brani sussista anche una sensazione di prolissità che francamente avrei fatto a meno di accentuare fossi stato in loro. Comunque, un’altra uscita discografica di gran livello nella parte più “metallica” del roster attuale della Frontiers Records.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















