Le aspettative era alte e sono state ampiamente ripagate all’ascolto della prima traccia, la quale mi ha fatto capire subito cosa avevo di fronte. Ma facciamo un passo indietro: la band oggetto di questa recensione non ha neanche bisogno di presentazioni, tanta è l’ottima reputazione che ha ottenuto in questi anni grazie a ottimi dischi e un “cast” di musicisti importantissimi della scena Metal Italiana. I Secret Sphere rappresentano la Storia del Power Metal tricolore, nati in un momento in cui questo genere stava esplodendo in Europa, hanno saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto prestigio nella scena Metal Italiana e non solo.
Dopo 22 di distanza dal primo bellissimo disco “Mistress Of The Shadowlight” e 12 dall’abbandono di Rob Messina, la band piemontese guidata dal sommo maestro Aldo Lonobile, è tornata e con Messina nuovamente. Una notizia annunciata lo scorso dicembre e che ha destato scalpore – in senso positivo – tra i fan e gli appassionati normali. Un ritorno alle origini dopo la parentesi più Prog segnata dai dischi con Michele Luppi, oggi nei Whitesnake. “Lifeblood” è il disco che ci presenta i Secret Sphere nella loro veste storica e sin dalla splendida copertina che tanto ricorda quella del primo lavoro, la sensazione che i nostri vogliano ripercorrere i fasti sonori del primo periodo, è forte.
La perfezione del sound dei SS tocca vette assurde attraverso tutti gli 11 i pezzi che vanno a comporre “Lifeblood”. Se infatti l’intro “Shaping Reality” si presenta come un crescendo fra sezioni orchestrali e fraseggi tastieristici, è la successiva title-track che ci riporta l’anima Power della band attraverso sfuriate veloci e mid-tempo in vero stile Secret Sphere. “The End Of A Ego” continua sulla stessa lunghezza d’onda con un intro epico e una struttura musicale che varia nei due ritornelli caratterizzati da un chorus in un la voce di Messina spicca per personale estro. Le successive “Life Survivors” e “Alive” toccano livelli di qualità assurdi con quel loro approccio Prog-Power, così la massicce e sognanti “All Against The Odd” e la bellissima e quasi atipica “Thank You” caratterizzata da un ritornello non proprio di genere ma quasi anni ’80.
Chitarre e tastiere (Lonobile/Ciaccia) tessono con maestria le trame sonore di “The Violent Ones” e della successiva “Solitary Fight” con un sezione ritmica (Buratto/Lazzarini) sempre sul pezzo. Le conclusive “Skywards” e “The Lie We Love” sono rispettivamente una ballad e una mini suite di otto minuti che procede attraverso un approccio molto Prog con cambi di tempo, sezioni sinfoniche un finale caratterizzato dal riff di Lonobile e un chorus come da tradizione.
Il disco della rinascita dei Secret Sphere e del loro ritorno a quelle sonorità Power melodiche che li hanno consacrati tra le migliori band di genere in Italia. “Lifeblood” è un lavoro eccelso che brilla su tutto, produzione e composizione pezzi e che non conosce sbavature. Tutto è perfetto e calibrato al meglio, i pezzi si fanno ascoltare più volte il consiglio è che quello che sviscerarli bene bene perchè ad ogni ascolto vengono fuori ulteriori dettagli, i quali rendono “Lifeblood” un lavoro complesso, molto strutturato e assolutamente favoloso.
Bentornati ragazzi.
Voto: 10/10
Sonia Giomarelli
















