Pride & Joy music da’ alle stampe questo album dei SAEKO , band composta dalla cantante nipponica Saeko Kitamae , dai nostrani Guido Benedetti ( Trick or treat ) e Alessandro Sala ( Rhapsody of fire ) e completata dal tedesco Michael Ehré ( Primal Fear , Gamma Ray, ecc…) : una super band a tutti gli effetti.
Il contenuto di questo platter è un power metal melodico che a tratti ricorda alcune produzioni del Luca Turilli solista e degli stessi Trick or Treat e non potrebbe essere altrimenti visto che tutti i brani sono composti dal duo Saeko-Benedetti ; in linea generale la proposta musicale non sarebbe neanche malvagia , a tratti anche interessante per la proposizione di suoni tipicamente nipponici , ma …..il punto debole del disco è proprio la cantante stessa.
Excursus : inizialmente ho fatto fatica a digerire le voci femminili nel metal ( eccezione fatta per x la regina Doro che seguo dal 1990 ), cosa a cui mi sono abituato nel tempo ,dal primo Nightwish in poi e che attualmente apprezzo amando in particolare le voci di Tarja, Simone Simons , Floor Jansen ( numero 1 per me ! ) , ecc….. ma la voce di Saeko proprio non riesce a “prendermi”.
A livello di timbrica, quando si tiene su tonalita’ “medio-basse” assomiglia vagamente alla voce di Sabine Eldelbascher degli Edenbridge , ma quando decide di osare di piu’ ,spingendo maggiormente verso l’alto i risultati non sono particolarmente “esaltanti” , la voce a tratti risulta essere forzatamente “isterica “ ( come nella parte centrale di “In My Dream” o in “Splinters Of The Sun” )
Il brano “Rebellion Mission “ vede un maldestro tentativo di canto operistico emulativo della Turunen ( una sorta di simil rigoletto ?? ) , sonorita’ orientali fanno da padrone in “Farewell To You I” ; mentre “Music My Love” si evidenzia come uno dei pezzi migliori del disco.
Molto bella anche la traccia “Heroes” che apre con un bel “acuto” iniziale ( finalmente ! ) e prosegue con cantato “graffiante “ per poi virare su registri melodici tipici dell’happy metal proposto dai Freedom Call ; il suono delle tastiere di questo brano rimanda a quello di “Bastards of the Machine” dei Symphony X ( tastiere a parte , le tracce sono lontane anni luce tra loro ! )
La voce resta più gradevole quando si mantiene su registri piu’ “contenuti” ( e nelle parti narrate ) e diventa isterica , snervante , a tratti fastidiosa sulle tonalità più alte.
Disco con un buon songwriting da potenziale 7,5 , ma che ottiene un punto in meno per via della voce della cantante che proprio non riesco ad apprezzare e che a tratti mi risulta “indigesta”…peccato !
Voto: 6,5/10
Stefano Gazzola















