I salernitani Rossometile giungono al quinto album. Il quartetto esiste dal 1996, e nel corso della loro attività discografica hanno saputo spaziare stilisticamente in diversi ambiti. “Desdemona”, questo il titolo del nuovo capitolo discografico, si attesta musicalmente su coordinate Symphonic Metal, ma di larghe vedute stilistiche e con una pregevole propensione per la raffinatezza e l’ecletticità. Di sicuro, un elemento capace di fare la differenza su “Desdemona” è la presenza della nuova cantante, Ilaria Hela Bernardini, la cui preparazione di stampo lirico/classico è indiscutibilmente di alto livello, tanto quanto la perizia tecnico/compositiva dell’intera band. Effettivamente, anche se i nostri provengono dal Metal, nell’arco delle 11 composizioni presenti riescono davvero a spaziare tra influenze musicali disparate, ma pur sempre mostrando indubbia capacità di creare un’opera di livello artistico vicino all’eccellente. Il songwriting naviga spesso verso lidi neoclassici e barocchi, come nell’emblematica “Hela E Il Corvo” (non a caso già scelta come singolo), dove possiamo già saggiare le capacità canore di Hela in intrecci vocali di grandissimo effetto. Oppure nell’ottima strumentale “Waves Of The Baltic Sea Orchestra”, dove l’alto livello di cultura musicale è evidente nel songwriting. Più avanti nell’ascolto, possiamo deliziarci con le influenze folkeggianti che caratterizzano un brano “drammaticamente” riuscito, in senso buono quasi strappalacrime, come “Storie D’Amore E Peste”, o negli arabeschi musicali di sapore Gothic di “Nox Arcana” (preceduta dall’intermezzo “Mist” dove la voce di Hela si lancia addirittura in splendidi vocalizzi che ricordano la miglior Lisa Gerrard). Songs più “madrigaliste” come la bella “Rosaspina” o l’iniziale title-track ci riproiettano verso la dimensione più canonicamente Symphonic Metal, ma sempre mostrando un songwriting perfettamente riuscito. I testi in italiano, poi, sono una peculiarità sfruttata davvero al meglio dal quartetto, che si profonde in tal senso su brani spaventosamente drammatici quali “Boia Misericordioso” e la bellissima, finale “Canzone Del Tramonto”. Un altro dei pregi della band, tra l’altro, è di sicuro il non lasciarsi andare all’eccessiva prolissità, confezionando questo loro (capo)lavoro entro il tempo massimo di 45 minuti abbondanti. Non si rimane di certo insensibili difronte all’opera dei Rossometile. Che rappresentano una delle migliori realtà dell’underground italiano Symphonic Metal (e non). Consigliato caldamente a tutti!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















