“Mamma Frontiers” in questi ultimi anni si sta facendo notare per una serie di produzioni di alto, medio ma anche purtroppo basso livello. Se da una parte troviamo band di tutto rispetto che hanno scritto la storia dell’Hard N’ Heavy internazionale ma anche realtà nostrane più o meno storiche, da un’altra troviamo progetti di vario tipo tra cui solisti. Fra questi il disco omonimo di Robin Red, attuale vocalist degli svedesi Degreed, band anch’essa sotto contratto con Frontiers dallo scorso febbraio.
Uscito lo scorso 17 settembre, “Robin Red” si caratterizza per un approccio alle composizioni e alle melodie molto ma molto “Eighties”. Ma se infatti già il pezzo “Don’t Leave Me”, uscito come promozione, ci dava indizi rilevanti sul sound proposto, gli altri brani in scaletta confermano ciò. Sonorità che prendono a piene mani dall’AOR americano/europeo con punte di riguardo verso certa scena Hard Rock della prima metà degli anni ’80. Da menzionare episodi come “Heart Of Stone”, impregnata di quel sound smaccatamente Pomp Rock tipico di quegli anni strutturato su melodie pulite e cristalline, ma anche “Everlyn” e “Freedom” le quali omaggiano quelle sonorità in maniera convincente.
“Robin Red” è un lavoro godibile che farà la gioia degli amanti di quel genere e di chi ama la buona musica, ma ovviamente non aggiunge nulla a quanto proposto risultando nel complesso un prodotto anonimo che può essere facilmente dimenticato e che risulta fine a se stesso, forse anche troppo. Una delle tante operazioni di riesumazione di certe sonorità vintage in voga in questi ultimi venti anni, che però alla fine sono indirizzate solo ad un determinato tipo di pubblico.
Voto: 5,5/10
Sonia Giomarelli















