Intervista a cura di Stefano Gazzola
Ciao Roberto e Benvenuto su Giornalemetal.it !! Com’e’ avvenuto il tuo ingresso nei Rhapsody of fire ? ormai sono passati 10 da quando fai parte della band..
Diciamo che io in realta’ sono “rientrato” nella band , perche’ sono uno dei fondatori della band. All’inizio io ero il chitarrista di quella che era la prima versione dei “Thundercross” (poi diventati Rhapsody) con cui avevamo registrato un demo di 1-2 canzoni . Perche’ devi sapere che io e Luca Turilli eravamo compagni di scuola : lui suonava la chitarra ritmica e cantava ( siamo intorno al 1993-1994 ), il resto della formazione era composta da Alex Staropoli alle tastiere, Daniele Carbonera alla batteria e Matteo Cuzzit al basso.
Poi io me ne sono andato ( insieme al bassista Matteo) perche’ volevo fare altro, salvo poi rientrare nella band nel 2011: quindi per me e’ stato come tornare a casa e sono stato molto felice di poter tornare a lavorare con Alex.
L’amicizia con Alex e’ sempre proseguita nel corso degli anni, ci siamo sentiti spesso per chiederci come andava o che cosa stessimo facendo; tra l’altro prima di rientrare nei R.o.f. , avrei dovuto fare un disco con Alex insieme al cantante dei Crimson Glory che pero’ poi e’ morto.
Quanto è cambiata la tua vita da quando sei entrato nella band ? riesci a vivere di musica ? che so’, insegnando chitarra per esempio..
Io ho poi un’attivita’ mia personale che non c’entra nulla con la musica, attivita’ che va bene e che mi rende felice; per quanto riguarda la chitarra: non la insegnero’ mai ! semplicemente perche’ non mi reputo un insegnante.
Bisogna rendersi conto che un insegnante e’ una persona che riesce a darti uno spettro a 360°e che ti aiuta con lo strumento per crescere. Io non sono in grado di poter fare questo e quindi non mi considero un insegnante, per questo non lo faro’ mai. Riesco a coniugare tutta la mia vita professionale in modo sensato, facendo ovviamente fatica, facendomi il mazzo , pero’vale la pena farlo ! Ho una situazione lavorativa tale che mi permette di assentarmi dal lavoro quando parto in tour con i Rhapsody of fire ( facendomi il culo ovviamente ! ahhahaahha….)
Prima i R.o.f. avevano due chitarre (per lo meno in sede live) , poi la decisione di suonare tutto con una sola chitarra : c’e’ un motivo particolare ? oppure sei talmente bravo da riuscire a suonare per due ?
Si , sono talmente bravo ! ahhahh ( risate !)..beh, diciamo che ho riarrangiato alcune cose, anche utilizzando dell’effettistica dove riproduco le armonizzazioni e che ci permette di girare in tour in cinque; molto piu’ semplice dal punto di vista logistico, ci sono molti meno problemi, diciamo che questa scelta ha piu’ un aspetto pratico e non economico. Tra l’altro a me piace riarrangiare le parti di chitarra.
Tieni presente che anche Malmsteen suona da solo !!
Beh, Malmsteen puo’ suonare da solo, cioe’ proprio solo, senza la band ! ahhahh ( risate)
In una vecchissima intervista Luca e Alex dissero che il loro approccio alla composizione era abbastanza ortodosso rispetto allo standard…cioè loro dissero che prima sceglievano gli strumenti e poi componevano , il songwriting non era così chitarro-centrico, è ancora così? Lavorate ancora in modo “orchestrale” come approccio al songwriting ? mi pare di aver capito che non sia piu’ cosi…
Diciamo che in realta’ si lavora in entrambi i modi, Alex lavora piu’ partendo dagli strumenti, ovvero dall’idea di cosa vorrebbe sentire, mentre io parto dal riff di chitarra; abbiamo ampliato la composizione mettendo insieme queste due cose, lavorando su questi due binari riusciamo ad avere anche abbastanza eterogeneita’ all’interno della scelta stilistica: secondo il nostro giudizio funziona !
Parlami del nuovo batterista ( che non conosco ) : Paolo Marchesich
Paolo e’ un ragazzo triestino, e’ un amico mio e di Alessandro Sala e che suonava con noi nei Sinestesia: e’ un batterista davvero molto dotato e che aveva gia’ fatto il provino nel periodo in cui avevamo preso Manu Lotter, erano arrivati praticamente alla pari. In quel momento la scelta era ricaduta su Manu per tutta una serie di motivazioni nostre, ma dal punto di vista tecnico, Paolo sarebbe potuto gia’ entrare in quel periodo; nel momento in cui Manu ha deciso di lasciare, la scelta di chiamare Paolo e’ stata abbastanza naturale e lui era felicissimo di entrare nella band.
Sul nuovo album, rispetto al precedente” Eighth Mountain”, avete cercato di scrivere sonorita’ che meglio si adattassero alla voce di Giacomo ? ti chiedo questo perche’ le tonalita’ scritte sembrano piu’ in linea con il registro vocale di Giacomo; come se gli aveste cucito addosso l’album, un po’ come fa un bravo sarto che deve fare un vestito su misura.
In parte si, cioe’ conoscendo le caratteristiche di Giacomo, nella scrittura dei brani abbiamo cercato di valorizzare alcuni aspetti ; dall’altra parte invece, Giacomo e’ cresciuto talmente tanto vocalmente e quindi e’ riuscito ad interpretare al meglio anche qualcosa che magari 3-4 anni fa’ sarebbe stato un po’ fuori dalle sue corde. Ora invece riesce ad essere talmente tanto trasversale che puo’ andare a parare in qualsiasi registro.
Alcuni ritengono che la voce di Giacomo mal si adatti alla musica dei R.o.f. , cioe’ che non e’ una voce adatta al genere musicale che proponete. A parte che quando uno e’ bravo, puo’ cantare qualsiasi cosa e sia lui che Roberto Tiranti ne sono i classici esempi; detto questo, io invece apprezzo particolarmente la sua voce, proprio perche’ e’ diversa dalle classiche voci di chi canta “power metal”, e’ molto particolare, oltre che essere “tremendamente” bravo !!
La maggior parte delle persone che sostengono che la voce di Giacomo “mal si adatta” alla musica dei R.o.f. , non lo dice perche’ ha un opinione reale di quello che ci dovrebbe “stare”, ma semplicemente perche’ fanno un confronto su quello a cui loro erano abituati a sentire (Fabio Lione), che e’ completamente diverso.
Quindi io sposo quello che hai detto tu, nel senso che, comunque sia la voce di Giacomo non e’ la tipica voce “power metal”, come non lo era nemmeno la voce di Fabio.
La voce di Giacomo , anche per la sua provenienza ( ha cantato tanto i Queen, e tanta musica molto diversa ), ha delle peculiarita’, oltre ad essere ad ampio spettro “sonoro” e’ anche un ragazzo che lavora tanto per migliorare e per migliorarsi. Questa e’ la sua forza, una caratteristica importante perche’ gli da accesso a tutta una serie di cose che magari un paio di anni prima risultavano ancora da “sistemare”; ribadisco che lui e’ cresciuto tantissimo negli ultimi anni, molto di piu’ di quello che si poteva pensare: molto padrone delle sue capacita’, si conosce, si conosce meglio ed in piu’ sta raggiungendo l’eta’ (ha 35 anni ) della maturita’ vocale.
Ha ancora tanta strada da “battere” ed io che gli voglio un bene dell’anima, sono contento per lui.
A proposito lo avete scoperto dopo la sua partecipazione a “The voice” oppure era gia’ nei vostri radar?
Si, l’ha scoperto Alex vedendolo nella trasmissione (mi pare fosse il 2014 o 2015); l’ha sentito cantare dei brani dei Led Zeppelin e mi ha subito scritto chiedendomi di vederlo, dicendomi “senti che bravo questo ragazzo!”.
E da qui, lo abbiamo voluto per registrare i cori di “Into the Legend”, questo e’ stato il primo contatto con lui: ha fatto tutti i cori di quel disco, facendo un grandissimo lavoro.
Una volta che Fabio e’ uscito dalla band, e’ stato naturale chiedere a Giacomo se avesse voluto diventare il nuovo cantante dei R.o.f. (anno 2016)
Cosa ne pensi della sua partecipazione a “All together now” ? non avete paura che possa fare il grande salto e lasciare i R.o.f ?
Innanzitutto sono contento che lui faccia questa cosa, anche perche’ “All together now” non e’ un talent ma un “game show”, dove c’e’ un monte premi : lui ha fatto bene a partecipare, ci prova anche perche’ la vincita e’ di 100.000 euro, quindi perche’ non provarci visto che canta molto,molto bene ?
Quindi io ne sono felice, sul fatto che io abbia paura che lui possa fare il grande salto e lasciare la band, ti dico di no. C’e’ un rapporto talmente…che va’ anche al di la’ della musica, un rapporto d’amicizia, di fratellanza, una serie di cose , per cui penso che in realta’ questa sua partecipazione possa fare solo che bene (anche) alla band.
Anche un po’ di pubblicita’ , no ? (ahhhahahh !!)
Ma sai, questo e’ un concetto un po’ spinoso nel mondo del metal, perche’ se vai in tv, se entri nel circuito “mainstream” allora diventi una sorta di traditore ( ahhahhhh !! ). In realta’ , penso che questa cosa sia positiva, perche’ a me personalmente da’ soddisfazione, se poi porta un po’ di promozione a lui ( che fa diversi concerti come solista ) e a noi come band, va’ benissimo ! ahhahahah !!! Non mi faccio nessun tipo di problematica !!
I brani “Son Of Vengeance” e “The Kingdom Of Ice” sembrano riportare i R.o.f. all’epoca degli esordi, in particolare ritengo “The Kingdom Of Ice” puo’ essere considerata la nuova “Land of immortals”,”Chains Of Destiny” rimanda alle sonorita’ di “dawn of victory” ( in particolare “Holy thunderforce” )
In realta’ ci sono delle caratteristiche ,all’interno delle canzoni, che fanno parte dei primi dischi: qualcosa come la velocita’, i “pull-off” sulla chitarra, l’attitudine compositiva o la coralita’ degli strumenti in “Son Of Vengeance” che erano tutte peculiarita’ di quei dischi. Siamo andati a ripescare un po’ indietro, facendo auto-analisi riguardando quanto fatto in passato e quindi rispondendo alla tua domanda ti dico: in parte si, c’e’ qualcosa che ha a che fare con le sonorita’ dei primi album ma proprio per l’attitudine con cui si va ad affrontare il discorso compositivo.
Su “Terial The Hawk” si apprezzano sonorita’ di musica folk-celtica e i cori posti a meta’ canzone, rimandano a quelli tanto cari ai Queen e ai Blind Guardian di “ A night at the opera”, cosa ne pensi di questi accostamenti ? Puo’ essere considerata la degna erede di “The village of dwarves”, anche se reputo migliore “Terial The Hawk”…
Guarda, l’idea era esattemente quella, ovvero provare a ricucire qualcosa che avesse quel tipo di sonorita’; e’ una canzone su cui Alex ha lavorato veramente tanto, sugli strumenti, sull’arrangiamento e sulla questione dei cori, ci piaceva l’idea di incorporare qualcosa di “queenesco” ed il fatto che ci sia questo tuo paragone e’ assolutamente piacevole. Questa canzone e’ davvero molto centrata e nella struttura del disco ci sta perfettamente dentro, perche’ come avrai notato, il disco e’ eterogeneo all’interno del genere musicale power-symphonic.
Le composizioni, partono tutto dalla testa di Alex ? oppure e’ un lavoro di squadra ? quanto incidi tu nello specifico ? Manuel, credo che possa considerarsi parte creativa della band , oppure non e’ cosi ?
Partiamo con il dire che Manuel , oltre che essere il fratello di Alex, e’ un amico da una vita ed e’ una parte molto importante per il sound dei R.o.f. , quindi la risposta e’ si : e’ come se fosse un membro della band e quando abbiamo la possibilita’ non vediamo l’ora che salga sul palco con noi. Ha questa capacita’ di mettere insieme questi strumenti che riescono a dare quel tocco di barocco in piu’ al sound.
Per quanto riguarda invece la composizione, ti posso dire che io mando tantissimo materiale ad Alex, tantissimi riffs, pezzi e poi in qualche modo facciamo un lavoro di “addictive pong”: lui poi e’ quello che si “cucca” la mole di lavoro piu’ grande, visto che chiude le canzoni facendo l’arrangiamento finale. Io entro nella parte compositiva per tutto quello che riguarda le chitarre e la melodia (ovviamenti tutta la parte degli assoli ), poi Alex e’ quello che, come dicevo prima , si fa carico della grossa mole del lavoro generale.
Una volta scritta poi la storia (complicata da mettere giu’) che gira intorno al disco, passiamo il canovaccio a Giacomo che ci scrive sopra i testi delle canzoni. Nel booklet, non c’e’ alcuna prefazione che spiega la storia, in quanto e’ spiegata molto bene dai testi delle singole canzoni.
Devo essere onesto, ho tutta la vostra discografia, ma non mi sono mai interessato alla storia intesa come “concept”…
In realta’ noi abbiamo sempre pensato che il fatto di avere una storia, deve essere un valore aggiunto, cioe’ tu devi poterti godere la musica anche se non ascolti la storia, se invece ti piace te la analizzi e vedi se riesci a cucirtela addosso, ma e’ una cosa in piu’. Se poi ascolti solo le canzoni e ti piacciono, noi siamo gia’ contenti cosi’ , va benissimo: e’ appunto un “add-on” , se ti va la leggi e la approfondisci.
Del nuovo album ho apprezzato molto le tracce con cantato in italiano, come “Abyss Of Pain II” e “Un’Ode Per L’Eroe”, la trovo una soluzione davvero vincente ! anche se ormai, non e’ piu’ una novita’ per voi
Penso che al momento abbiamo raggiunto un giusto equilibrio con gli inserti in italiano, ad esempio “Un’Ode Per L’Eroe” viene riproposta anche in inglese e in spagnolo. Trovo che abbiamo trovato il giusto compromesso per l’utilizzo della lingua italiana, che e’ presente in discreta quantita’anche in questo disco.
In genere usiamo anche delle parti in latino , che di solito scrivo io, anche se in quest’ultimo album non sono presenti, se non per il “solo” titolo di una canzone “Infinitae gloriae” : vedremo per il prossimo se usarle nuovamente !
Ritengo il nuovo album, piu’ diretto ed immediato rispetto al suo predecessore, che necessitava di moltissimi ascolti prima di essere assimilato, in linea generale forse preferisco questo “Glory…”, in virtu’ delle linee vocali di Giacomo.
Si, forse e’ un po’ piu’ immediato, nel senso che ci sono tanti ritornelli che rimangono in testa abbastanza velocemente, le strutture delle canzoni che ti permettono di essere seguite in modo forse piu’ veloce ; il discorso e’ sempre quello di cercare di rimanere fedeli alla propria personalita’, cercando al tempo stesso di fare qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto in precedenza. Un po’ c’era questa volonta di essere piu’ “immediati”, un po’ piu’.. lasciami dire ..“digeribili”e tu l’hai giustamente notato: in effetti un po’ e’ cosi’.
A causa del Covid-19 siete stati costretti, come molte altre band, a fermare l’attivita’ live, immagino che questo vi ha permesso di avere maggior tempo a disposizione da dedicare alla scrittura del nuovo album; il lock-down e’ stato uno stimolo in piu’da questo punto di vista? Oppure e’ stato un freno ,dal punto di vista artistico ed “emotivo” ,che ha reso piu’ difficile la composizione del nuovo materiale ?
In realta’, attualmente stiamo gia’ lavorando al disco nuovo che verra’ dopo “Glory for salvation”, quindi dal punto di vista compositivo non ci siamo mai fermati. Il lock down ci ha preso un po’ tutti per i “coglioni”, perche’ ci ha costretto ad isolarci, questo non solo a noi , ma a tutti noi ! l’isolamento di solito va bene quando e’ “desiderato”, voluto e cercato , non quando e’ imposto. Nel nostro caso avevamo gia’ tanto materiale su cui lavorare, quindi abbiamo sveltito alcune pratiche, visto che siamo stati costretti a stare chiusi in casa.
La parte “live” e’ comunque una parte molto importante, perche’ l’energia che tu hai di rimpallo con il pubblico e’ qualcosa che stimola qualsiasi artista, c’e’ una mancanza proprio di “stomaco” quando non fai dei concerti.
Non puoi vedere i tuoi fans, il sorriso di queste persone per cui stai suonando , che magari cantano le tue canzoni e tutto questo e’ un qualcosa che ti fa stare bene, che ti da’ empatia…eh…purtroppo ce ne siamo fatti una ragione, come tutti…
Quindi abbiamo lavorato a testa bassa ed in particolare per questo “Glory for salvation” abbiamo curato ancora piu’ nel dettaglio la parte grafica, questa copertina e’ come un “quadro”, nel quale e’ raffigurato il momento in cui Krill si rende conto di essere manovrato (come una marionetta) da Nephilim. Abbiamo cercato di ottimizzare piu’ aspetti possibili, ci siamo detti :”dove possiamo migliorare ? in questo, questo..questo…beh, proviamoci !”
Tecnicamente, siete tutti musicisti preparatissimi, immagino abbiate anni di studi alle spalle..tipo conservatorio e affini
Beh, Manuel si, e’ un insegnante ed insegna al conservatorio, Alex non ricordo: sicuramente ha fatto degli studi al di fuori del mondo classico-barocco. Io invece nasco come chitarrista “classico”, all’eta’ di 8 anni mi hanno messo una chitarra in braccio, ho avuto un insegnante e a 12 anni circa, ho avuto la folgorazione tra Jimi Hendrix e Malmsteen (84’ o 85’) e mi sono detto “io voglio diventare cosi” ( ahahah…-ride- ). A quell’epoca non c’erano spartiti e non c’era nessuno che ti potesse insegnare, quindi mi sono messo a cercare di replicare quello che sentivo, senza nessun tipo di conoscenza di quel genere musicale; poi nel corso del tempo, la cosa ha preso la sua piega ed e’ andata in una certa direzione ed eccomi qua .
Come mai dopo tanti anni di collaborazione avete deciso si staccarvi dal duo Sascha Paeth-Miro ? il fatto che i coristi siano tutti italiani e non piu tedeschi ( presenti su tutte le produzioni di Sascha ) e’ una logica conseguenza ?
Forse e’ una domanda piu’ per Alex che per me, comunque parlando con lui ho capito che c’era il desiderio di cambiare; io con Sascha non ho mai lavorato, il cambio e’ avvenuto quando c’era ancora Luca Turilli.
Per quanto riguarda i coristi italiani, abbiamo voluto provare con musicisti piu’ “vicini” a noi geograficamente e al tempo stesso altrettanto bravi; per provare a differenziarci in qualche modo rispetto a quanto fatto in passato.
Quali sono i tuoi brani preferiti dei R.o.f antecedenti al tuo ingresso ? Molti ritengono “Symphony of the enchanted lands” il vostro capolavoro assoluto, io non sono d’accordo, nel senso che per me e’ “Power of the dragonflame” e la suite “Gargoyles, Angels of Darkness” un autentico capolavoro !
Beh…ce ne sono tante di canzoni belle, ti posso citare “Land of immortals” o “Dawn of victory” oppure la stessa “Power of the dragonflame” che e’ stupenda, tra le ballad ti posso dire “Wings of destiny”, ma sarebbe riduttivo soffermarmi solo a queste, c’e’ tanta qualita’generale: lo dico sempre anche ad Alex che hanno composto della musica davvero bellissima. Per come sono fatto io, ti posso dire che difficilmente scelgo un disco in particolare, magari ascolto tre o quattro canzoni di un disco, poi passa ad un altro.
Conosci tutti i brani della discografia dei R.o.f . ? oppure ti concentri su quelli che poi suonerai in sede “live” ?
Ho ascoltato tutta la discografia ovviamente, anche per analisi, poi mi concentro nello specifico sulla set-list dei concerti.
In questa band c’e’ sempre stata tanta qualita’, qualita’ e cura con cui si portano a termine i lavori e’ una caratteristica persistente ed esistente sempre e comunque; sino a che ci saranno dischi prodotti a questo nome (xd: R.o.f.), ci sara’ sempre la cura maniacale e l’attenzione per ottenere il massimo dal prodotto artistico: sia musicale che grafico.
Il video di “Chains of destiny” dove e’ stato girato ? immagino sia stata impresa ardua arrivare su quelle montagne con tutta la strumentazione al seguito..
Le montagne sono in Friuli, montagne di “Sella Nevea” ed in particolare il Monte Canin che e’ un ghiacciaio naturale. Per arrivare li’ in cima, hanno aperto l’ovovia appositamente per noi ! Avevamo una bella troupe al seguito, a parte noi c’erano altre 7/8 persone…abbiamo lavorato tanto portando gli strumenti un po’ per uno, in maniera non proprio agevole (per il vento e il freddo), ma il risultato finale ci ha soddisfatto enormemente (ne e’ valsa la pena !)
Abbiamo finito, ti ringrazio per la tua disponibilita’ ! e’ stato un enorme piacere !
Grazie a te e a presto ! ed un saluto ai lettori di Giornalemetal.it !
Stefano Gazzola















