Album particolare questo “Sad secret songs” per voce di Anna Arco, pseudonimo di Anna Berglund, che presenta in otto brani la sua versione del lutto, della perdita e di conseguenza dell’elaborazione degli stessi.
Per chi non sapesse Anna Arco è una polistrumentista svedese e siamo con questo lavoro al secondo della sua carriera; il primo uscito nel 2019 “Song within the spectrum” e prosegue con i suoi modus operandi a cavallo tra: hip hop, jazz, musica elettronica e quasi ambient.
Le otto tracce sono ben calibrate; suonate bene e con un piglio particolare pur essendo principalmente parecchio distanti dal rock e dal metal.
Certamente la forte componente elettronica aiuta ad avere un lavoro “pulito ed in griglia”, ma stiamo parlando di una ragazza che suona: Flauto, basso, piano, sassofono e batteria oltre che cantare. Che nel 2016 ha fatto uscire il suo primo lavoro con un quartetto jazz e “solo” dal 2017 ha deciso di intraprendere una seconda via: ovvero quella solista in concomitanza con quella del quartetto jazz.
Come se non bastasse scrive i propri testi, produce la sua musica e gestisce in autonomia l’etichetta. Quindi assolutamente presa a 360 gradi con la musica sotto ogni aspetto.
La cosa principale in questo lavoro è la capacità vocale di Anna che è parecchio sopra la media, poi se ci mettiamo che ha praticamente fatto tutto da se a 360 gradi direi che siamo oltre la “normalità”.
Va ammesso che in una canzone c’è il featuring con “Deerest”, Max Häggberg, che fa le percussioni in un brano, che per altro è anche uno dei singoli dell’album ovvero “Scar”, altra traccia interessante “Soon”, “Maybe” e “Remember Remember” che apre il lavoro.
Va da se che se siete appassionati del bel canto e dei lavori “eterei” questo lavoro fa per voi. Ascoltatelo e trovate le vostre tracce preferite.
In conclusione siamo di fronte ad un lavoro che va oltre i generi e che sinceramente è sopra parecchie righe.
Di certo è un lavoro per chi, ribadisco, ha passione per il canto cristallino, sognante e assolutamente virtuoso ma non fine a se stesso. Non è certamente un lavoro di metal o di rock, ma chi è appassionato alla buona musica troverà ottimo questo album.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin
















