La loro idea di realizzare come bonus un disco di cover di loro stessi, affidandone l’esecuzione vocale a personaggi più o meno influenti della scena metal mondiale sta caratterizzando le ultime uscite dei Powerwolf, che stanno inondando il mercato di pubblicazioni, risultando vincenti anche a livello di vendite.
E’ il caso del live originariamente in streaming, “The Monumental Mass : A cinmentaic Metal Event”, proposto in ogni formato nel pieno della scorsa estate, che ha portato il gruppo tedesco addirittura al primo posto delle classifiche di vendita della Germania.
In questa nuova fiammata di popolarità che parte dal successo di “Call of the Wild” del 2021, che era stato offerto insieme a Missa Cantorem, album bonus appunto con brani della loro notevole produzione cantati da altri, fra i quali la stratosferica Alissa White-Glutz di Arch Enemy, arriva ora il secondo disco bonus.
Il grande successo di pubblico e critica ha infatti portato Powerwolf a capitalizzare tutto questo con una nuova edizione di “Call of the Wild” insieme a “Missa Cantorem II” con la differenza sostanziale che, in “Missa Cantorem II”, i brani cantati da altri esecutori sono proprio quelli di “Call of the Wild”. I due dischi sono acquistabili singolarmente o insieme, per chi magari non intende spendere soldi due volte per lo stesso album, visto che dovrebbe essere assolutamente la stessa registrazione.
In ogni caso, per me che non avevo (colpevolmente) sentito “Call of the wild”, “Missa Cantorem II” è un prodotto assolutamente di rilievo, perché i brani hanno una grande potenza e i cantanti, chi più chi meno, sono all’altezza della situazione.
Ad affiancare i Powerwolf ci sono tanti grandi interpreti del metal, a partire da Hansi Kursch dei Blind Guardian, Tommy Johansson di Sabaton e Majestica, Hannes Braun dei Kissin’ Dynamite, Nils Molin di Dynazsty e Amaranthe e altri ancora.
Il brano migliore, la titletrack, è stata affidata al leader dei Blind Guardian, ma lo standard elevato di “Call of the Wild” è mantenuto dalla grande prestazione dei cantanti, come per un altro brano notevole “Varcolac”, intriso di epicità, oppure “Undress to confess”, dove si esplorano territori gothici.
Insomma, un gran disco, perché lo è “Call of the Wild”.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















