Ottone Pesante è una presenza aliena nel panorama musicale odierno. Lontani dai prodotti preconfezionati da classifica e dai popolari (quanto ridicoli) programmi televisivi talent-scout italo-americani, lontani da una certa moda (passeggera) che ciclicamente congestiona la scena Metal, lontani quindi da tanta mediocrità dilagante che inflaziona e che porta il mercato rock-metal a livelli asfittici.
Ottone Pesante è un’idea…ed è una grande idea…andando oltre la preparazione tecnica del trio (molto elevata), al di là della loro proposta musicale che può creare grandi contrasti (e già questo è sinonimo di alta qualità – perché piacere a tutti è l’inverso della sincerità musicale), Ottone Pesante è la realizzazione materiale dell’assioma che nella musica non ci sono e non ci devono essere linee di demarcazione o confini. Sono le strutture atte a industrializzare la musica stessa che vogliono settorizzarla per avere ciclicamente l’asso nella manica da buttare sul mercato per sostituire “artisti” ormai logori e fuori moda.
E così con questo EP dal titolo “…And The Black Bells Rang” il trio composto da tromba, trombone e batteria, attraversa Metal, Fusion, Jazz, Groove per un mix sonoro unico.
E l’unicità è l’unica vera arma per emergere ed esistere nel mondo musicale odierno. Non servono, come troppi gruppi pensano (sbagliando), solo un art-work incredibile, dei suoni iper prodotti e un’atteggiamento (al quanto ridicolo) da poser per fare un disco…
Ci vuole quel “piglio” quell’incipit che fa scattare la fiamma della creatività artistica, la proposta in primis…perché se non si ha nulla da dire…le cose di contorno, prima elencate, non addolciranno l’aridità di genio che manca.
Ottone Pesante con “…And The Black Bells Rang” farà storcere il naso a tanti e a tanti piacerà tantissimo, i gusti personali sono soggettivi, ma il fulcro e l’anima di questa band è la Libertà Artistica, che oggigiorno è una qualità ormai rarissima.
Voto: 8,5/10
John Sanchez















