Riecco Olaf Thorsen solista, che in coppia con il mitico Mark Boals, vocalist di malmsteeniana fama, ha appena pubblicato un album di grandissima classe ed interesse. Ne parliamo con il diretto interessato.
Ciao Olaf. E’ in uscita l’album del tuo nuovo progetto Shining Black, in coppia con il grande Mark Boals. Puoi parlarci di questa collaborazione prestigiosa? Com’è nata e quali sono i punti forza del progetto, e soprattutto dell’omonimo album?
Con Mark ci conosciamo ormai dal 2014: all’epoca avevamo in progetto di lavorare ad un album, che sarebbe uscito come Labyrinth, ma poi – un po’ per impegni suoi, un po’ per il rientro di Roberto (Tiranti, obviously, Ndr) – la cosa si interruppe.
A questo giro, stavo lavorando ad un album solista e Frontiers mi propose l’idea di utilizzare Mark come cantante.
Inutile dire che l’idea mi è piaciuta subito cosi tanto, che infatti siamo arrivati a questo album!
Come è nato l’interesse da parte della Frontiers records per il progetto in questione, e come vi trovate con la label più mitica del settore del “Class Metal”?
Come appena accennato, stavo lavorando ad un album solista che in origine avrebbe addirittura dovuto essere quasi interamente strumentale.
Dai primi scambi di materiale, fatti giusto per iniziare a parlare di qualcosa, siamo però passati immediatamente all’idea di lavorare con Mark Boals e la cosa si è velocemente trasformata in Shining Black, per i quali ho scritto interamente da capo tutto l’album.
Frontiers è un marchio di fama mondiale, è ovviamente un onore ricevere il loro interesse e – stranamente – anche la loro stima!
Dunque, gli strumentisti coinvolti nell’album sono tutti quelli dei Labÿrinth (a parte Tiranti, impegnato in altri progetti). In questo momento come sta andando l’attività della tua band, nonché dei Vision Divine, l’altro tuo progetto longevo?
Il coinvolgimento di strumentisti a me già conosciuti è dovuto al fatto che non volevo che questo album suonasse poco omogeneo…rischi altissimo, se si cominciano a coinvolgere persone con cui si ha meno confidenza, da un punto di vista lavorativo.
Matt, tra l’altro è entrato nei Labyrinth solo successivamente, visto che ho iniziato a lavorare a questo album ad inizio 2019!
Coi Vision tutto bene. Ho iniziato a ragionare sul prossimo album e ho tirato giù qualche idea, che conto di sviluppare una volta terminati tutti gli impegni che ho attualmente aperti.
Pensate di organizzare anche delle date live per promuovere l’album?
Ci sarebbe piaciuto, ma è inutile dire che con quello che è successo nel mondo non sappiamo se e come cambieranno le cose.
Vedremo e se ne capiterà l’occasione, credo sarebbe un piacere per tutti. I pezzi sono molto divertenti e si prestano molto ad una esibizione live.
Il progetto avrà un seguito, oppure è relegato esclusivamente a quest’album?
Ci siamo trovati talmente bene che a noi piacerebbe poter continuare.
Vedremo in futuro se ci saranno le condizioni per farlo, ma questo dipende anche ovviamente da come verrà accolto l’album.
Bene l’intervista volge al termine. Saluta chi vuoi.
Ringrazio tutti voi di Giornale Metal e anche tutti coloro che hanno deciso di spendere qualche minuto per leggere questa intervista e magari anche di supportarci come band.
Sperando che questo momento passi il piu presto possibile, mi auguro che potremo rivederci LIVE, un giorno!
Ciao!
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli















