Attivi dal 2007, gli Oh Hiroshima sono attualmente una delle band emergenti più in voga nel panorama Rock internazionale, c’è chi li definirebbe “Post rock” ma sinceramente mi pare assurdo definire post qualcosa che è ancora in vita ed in essere. Cosa che mi avrete sicuramente già visto scrivere, ma sinceramente non riesco ad uscire da questa china assurda nel creare nomi alternativi a generi già definiti; ma andiamo oltre, dato che non è responsabilità delle band, ma di alcuni addetti ai lavori. Dopo l’esordio dal titolo “In silence we yearn“, che li ha fatti comparire anche nel radar della Napalm Records, ora si propongono a noi con questo lavoro da sette tracce dal titolo “Oscillation“.
Se di norma sette brani sarebbero da definirsi per un EP, siamo di fronte ad un lavoro che ha composizioni piuttosto lunghe e di conseguenza sette brani sono più che ottimali per un album completo, visto che la loro media è sopra i 6 minuti per ogni brano medi. Le composizioni sono estremamente liquide e dilatate ma non scontate e neppure trite e ritrite, arrangiamenti orchestrali molto evocativi, synth che riempiono, batteria minimale ma funzionale per i brani, voce suadente e chitarre appena accennate ma comunque altrettanto importanti.
Direi che senza errare chi è appassionato di rock da “meditazione” o chi è avvezzo a certo dark (Klimt 1918 su tutti) potrebbe trovare nelle note di questo album un lavoro intrigante non solo in ambito emozionale, ma anche in ambito tecnico e compositivo. “A handful of dust“, “Neu”, la conclusiva “Molnet” e “Darkroom aesthetics” sono le tracce che mi hanno folgorato. Va ammesso che essendo, come ho scritto poco sopra, un lavoro di tipo meditativo non sempre è immediato percepirne la magia ed il recondito intento della band. Va ascoltato, forse un paio di volte, ma ne vale la pena.
In conclusione, possiamo dire che la band svedese ha delle idee ben definite ed un futuro interessante, se manterranno questo stile di composizione. Atmosfere malinconiche e sognanti allo stesso tempo, combo che attira l’interesse di un pubblico ampio, “Oscillation” è un lavoro che potrebbe essere ottimale per voi che cercate idee nuove e formule particolari di composizione.
Voto: 7,5/10
Alessandro Schümperlin
















