A riprova che il grande Progressive Rock Italiano non proviene per forza dagli anni ’70 (intendo materialmente, magari spiritualmente sì), i fiorentini Nuova Era, ricordo a tutti, sono nati nel 1985 e sono stati attivi discograficamente a cavallo tra gli ’80 e i ’90 con quattro album abbastanza incensati dagli italian-prog-maniacs anche esteri. Recentemente riunitisi grazie ad un accordo con la label specializzata AMS/BTF, dal 2010 ad oggi hanno ripreso attività discografica, e questo “20.000 leghe sotto i mari” è il terzo dalla reunion. La formazione attuale è ben collaudata, nonostante unici membri originari siano rimasti il tastierista/songwriter Walter Pini e il chitarrista/cantante Alex Camaiti, e il progetto di musicalizzazione dell’omonimo romanzo d’avventura di Jules Verne è stato composto, arrangiato e prodotto con tutti i crismi dei migliori dischi Prog di casa nostra. Nulla da eccepire anche a livello stilistico: nei vari movimenti di questa suite, lunga ben 36 minuti, troviamo un po’ una specie di “Bignami” dei più classici e virtuosi stilemi Prog, tra interminabili strumentali con organo e diversi registri di synth e assoli di chitarra estremamente melodici, cambi di tempo jazzati e… i prediletti, vigorosi tempi dispari, necessari per le parti più drammatiche e movimentate della narrazione. Le parti cantate sono centellinate nella storia, sempre condotte con maestria dalla recitazione di Camaiti, nonchè recanti la verve poetico-intimista che è sempre stata tipica dell’identità Prog nostrana. Il vinile, colore blu oceano (e questa cosa c’è tutta!), con la consueta copertina gatefold, sfoggia un artwork tra il cartoonesco un po’ retro’ e lo stile goliardico. Il CD, in formato digipack + slipcase, presenta anche una traccia bonus di 16 minuti, titolata “Nautilus” tanto per restare in tematica, che non è altri se non un inedito composto da Pini molti anni prima. Il giudizio è positivo globalmente, anche se spesso e volentieri le prolissità strumentali sgonfiano un po’ l’ascoltatore non avvezzo al culto del Prog. Non è per forza una critica, ma comunque un avvertimento. “20.000 leghe sotto i mari” è un album ambizioso e scintillante, per carità, ma riservato esclusivamente ai Prog-maniacs di casa nostra. Difatti, con la sua sfilza di fughe strumentali ed interminabili assoli e tecnicismi, sono convinto che potrebbe alla lunga sfiancare un pubblico non avvezzo. Diciamo che si tratta di un prodotto “d’élite”.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















