I californiani Ninth Circle, con il loro quarto album “Echo Black” mi fanno morire! Da tempo non incontro una band così attaccata al più puro Heavy/Power Metal anni ’80 come loro. Parrebbe quasi che siano stati portati qui nel 2020 direttamente con la macchina del tempo. Il nostro power-trio di super-nerd ci sciorina un album inequivocabilmente zeppo di culto Maiden/Priest, con una produzione tanto pulita quanto meravigliosamente old-fashioned. Ciò che risalta su quasi ogni brano sono gli arrangiamenti di chitarre armoniche, continuamente reiterate anche per gli assoli più brevi. Per il resto, le canzoni sono costruite su dei riffs meravigliosamente stereotipati che sanno di Classico, e nonostante non ci sia nulla di nuovo, l’ascolto dell’intero album risulta davvero godibile come fosse una sorta di campionario di stilemi del Metal ottantiano. Vi sono persino un paio di tributi al Pop Metal super-corale in stile Van Halen (“Tokyo Nights” e “Then & There”). Del resto, ripeto, si tratta comunque di un album ben confezionato in tutti i suoi aspetti, e realizzato sotto l’egida di uno spirito underground che difficilmente si troverà in giro oggi. Probabilmente… stiamo parlando del consueto Sacro Spirito del Metallo! Qualcosa di ben ravvisabile nei solchi di “Echo Black”. Accidenti, complimenti per come i NC sono riusciti a rievocarlo, seppur con una produzione, ripeto, forse troppo pulita. Ma comunque… ben venga che continuino ad esistere bands così. Il miglior Spirito degli ’80s ha bisogno d’esser glorificato ben bene, ognitanto.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















