“Benvenuti nell’era degli Zombie, ipnotizzati da questa nuova realtà…”
Appena ho messo il terzo disco dei Ninfea e mi sono messa a leggere i testi, ho capito subito che non avevo davanti un lavoro anonimo bensì un qualcosa di più che meritava di essere ascoltato più e più volte. Così ho fatto.
I Ninfea non sono una band di primo pelo, attivi da venti anni, si sono fatti conoscere nella scena Rock alternativa grazie ad un sound cattivo, graffiante e con testi di chiara denuncia sociale che personalmente reputo il vero punto di forza della loro produzione. A distanza di cinque anni dall’ultimo “Superstite”, la band tarantina ritorna con un altro spaccato di rabbia e testi che in questo caso mirano al contesto sociale moderno, quello caratterizzato dalla sempre più massiccia presenza della tecnologia che sta azzerando il contatto umano e il rapporto con il prossimo. “RI-Evoluzione” esce oggi 7 maggio per Vrec Music Label in collaborazione con Puglia Sounds e vanta la produzione di Max Zanotti, chitarrista di Deasonika e Casablanca.
Dall’iniziale “Rocket Evolution” che vanta la partecipazione di Pino Scotto il quale ci presenta un piccolo intermezzo recitato a le successive “Generazione X” e “Sono Virtuale”, il disco si struttura su un sound chiaramente derivante dal Rock Alternativo con approcci rabbiosi e soluzioni più melodiche. I ritornelli energici e le ritmiche sostenute vanno a permeare le strutture di pezzi importanti come “Elettromagnetica” e “Rumore e Deserto”, le quali si impongono con forza attraverso lyrics in italiano decisamente ben scritte (“Saprei nascondermi fra mille metamorfosi, creerei l’inferno in me per accarezzarti i lividi”). La scelta di usare l’italiano da parte dei Ninfea si è di nuovo rivelata azzeccatissima anche in merito al fatto che i testi dei pezzi sono scritti egregiamente.
La melodia nel sound dei pugliesi assume dei connotati di riflessione e si presenta con pezzi dal sapore Grunge come ad esempio la finale e quasi angosciante “Virus Blues” .
La “Ri-Evoluzione” dei Ninfea è compiuta e il trio pugliese ha preso il meglio del Rock Alternativo e lo ha fatto suo attraverso un sound personale e l’uso della lingua italiana che qua si è rivelato perfetto. Testi importanti, un approccio valido a livello compositivo rendono il nuovo lavoro dei tarantini, una piccola gemma da vivere tutta d’un fiato.
Voto: 8/10
Sonia Giomarelli















