Sedici sono i mesi tra il precedente lavoro, qui la recensione King of oblivion o e questo e troviamo lo stesso appeal e la stessa qualità, segno che i Motorpsycho o sono dei geni oppure si può fare musica ottima con una velocità simile a quella di alcuni anni fa, in cui tra un album e l’altro passavano mediamente un anno un anno e mezzo.
“Ancient astronauts” è un album registrato praticamente in presa diretta, presso l’Amper Tone studio di Oslo. quarantatré minuti di musica per quattro brani; il conto è presto fatto… dieci minuti a brano secondo più, secondo meno; sia chiaro non è così, ci sono brani più corti e più lunghi.
La band, come in passato, fa di un trio di band le fondamenta su cui poggiare il proprio composto ed il proprio repertorio: Yes, King Crimson e Porcupine Tree.
Rispetto al precednete lavoro, troviamo meno la componente “Black sabbath” ed è per quello che l’ho esclusa dalla definizione di poco sopra.
Non posso che elogiare il lavoro da mixer, di composizione, di esecuzione e di arrangiamento.
La dinamica psichedelica e prog è non solo la base da cui partire, è l’aria che i Motorpsycho respirano; è l’acqua che bevono è il loro tutto.
Trent’anni di carriera sono dimostrati anche in questo caso, dimostrazione delle capacità non sono soltanto un lavoro di “studio”.
“The Ladder” e “Chariot of the sun – to phaeton on the occasion of sunrise (theme from an imagined movie)”, sono i due estremi dell’album e sono i due punti: quello più corto e quello più lungo dell’album; troviamo in quei due brani, ma sia chiaro che anche “Mona liza Azrael” e “The flower of awareness” hanno il loro senso e la loro dinamicità ottima.
Pur non essendo io un fan campione del prog e della psichedelia, trovo sempre delle ottime tracce marchiate Motorpsycho; segno che la loro qualità compositiva è oltre il banale appartenenza al “genere”.
“Ancient astronauts” non è un capolavoro, ma è certamente un lavoro ottimo che dimostra le capacità di comporre va oltre i generi e gli stili. Poi il fatto che la band norvegese è in giro da trent’anni con pochissimi passi falsi.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















