Come da promesse fatte lo scorso anno con due singoli, i Misery Loves Co. sono tornati tra noi a pieno titolo, dopo aver fatto uscire due singoli, appunto, si propongono a noi con questo full-length dal titolo “Zero”.
Va detto che dall’ultimo lavoro sono passati ben diciannove anni e devo ammettere che per un periodo ho persino creduto che fossero spariti. La band esordì negli anni novanta e fece uscire due album, l’omonimo e “Not like them”. Quindi nel 2000 fece uscire i lterzo lavoro e quindi svanì dai radar.
Ovvero, non tutte le band formalizzano lo scioglimento o la chiusura di carriera, ma semplicemente non si fanno più “vive”; per un periodo ho pensato che i Misery Love Co. fossero di questa seconda categoria, ma mi sbagliavo e di molto.
Va detto che la band ha ripreso da dove aveva lasciato quasi venti anni fa, ovvero da “Your vision was never mine to share”.
In sostanza le radici industrial degli esordi restano, seppur aggiornate e riviste, le strutture con le chitarre droppate anche, la voce graffiante e sorniona allo stesso tempo è ancora potente e troviamo un basso bello saturato in stile odierno.
La batteria, in pochissimi passaggi aiutata da loop elettronici, è minimale ma varia; vi sono dei passaggi interessanti di percussioni elettroniche e non in aggiunta alla ritmica.
Rispetto al passato abbiamo più spazio a certe melodie e a certi arrangiamenti meno caustici.
Non fatevi però traviare dai termini “melodie” e “meno caustici”, dato che la band comunque ha ancora la sua anima rabbiosa ed oscura da proporre e che assale chiunque li ascolti. Semplicemente hanno deciso di canalizzare in altro modo il loro disagio e la loro personale oscurità.
“A little something”, la title track “Zero”,“Dead streets”, la opener “Suburban breakdown”, “Fell in love” e “The Waiting Room”. Le tracce che mi hanno colpito particolarmente. Menzione per la riuscitissima cover di “Only Happy When It Rains” dei Garbage.
Bel ritorno sulle scene da parte degli svedesi. In parte la loro assenza si è sentita, speriamo vivamente che la band non attenda altri 20 anni prima di uscire con un nuovo lavoro. Consiglio a tutte le persone che sono interessate al metal di qualità ed all’industrial di livello.
Voto: 7,5/10
Alessandro Schümperlin















