Il viaggio discografico degli italiani Mindfar, inizia nel 2017 con la pubblicazione dell’ottimo album di debutto, The Dark Tower, che li ha messi sotto la lente d’ingrandimento degli addetti ai lavori e soprattutto si sono mostrati a coloro a chi ama l’heavy metal progressivo e atmosferico. Nel 2019 la band pubblica, un singolo che ci fa intravedere la grandezza delle loro composizioni, Shadow Out Of Time, brano che lascia il segno fin dal primo ascolto. Adesso, sempre per la Underground Symphony, label che crede fermamente in questa realtà (e vedremo che farà molto bene tra l’altro), immettono sul mercato una metal opera dal titolo Prophet Of The Astral Gods. Non ci vuole poi così tanto per capire che questo secondo lavoro dei Mindfar, è un disco importante, completo e che farà la felicità di molti affezionati al genere e anche a tutti gli amanti della buona musica a 360°, perché già fin dai primi istanti di Intro-Civilization Gift , si può notare un sound corposo, elegante e molto possente, anche se la durata non raggiunge i due minuti. La situazione diventa drammaticamente seria con l’arrivo della successiva Keeper Of Your Destiny, brano che percorre una strada tra il power metal e il progressive rock, con una buona dose di metal sinfonico puro. Quello che rende accattivante questa traccia è il lavoro delle chitarre che mediante splendide cavalcate in pieno heavy style, la rendono veramente speciale e a tratti anche parecchio catchy. Non tralasciando neanche l’ottima commistione di voci diverse incluse, che rendono molto personale e arioso il sound dei Mindfar. Stupendo poi l’introduzione in stile medio orientale di The Eye Of Ra, mood che si ripercuote su tutto il brano. Il buon e caro Armando De Angelis ha creato insieme a tutta la squadra, uno dei brani più belli dei Mindfar. All’interno del concept di Prophet Of The Astral Gods, il mastermind della band è riuscito a far confluire parecchi musicisti di alto livello (di cui volutamente lasciamo all’ascoltatore la completa scoperta proprio sui brani), in una line up da brividi, che vedono ad esempio Anders Skold, voce dei Veonity, il noto Andrea De Paoli alle tastiere, ma ci sono anche membri di band come Degrees Of Truth, Kaledon, Damation Angels, questo tanto per citarne alcuni, che non si sono assolutamente risparmiati, dando il loro prezioso contributo a questo spettacolare concept uscito dalla penna e mente di Vincenzo Mottola, coadiuvato dal già citato Armando, che si è occupato magistralmente della realizzazione della musica e degli arrangiamenti. Ascoltando attentamente brani del calibro di Heroes And Wonders, One Prophet o Sent From The Stars, si percepisce che rispetto al precedente, questo nuovo lavoro è più corposo, vario, maturo e vellutato. Senza dimenticare un impatto frontale abbastanza marcato, perché non è la classica opera rock sinfonica, dove vincono solo le atmosfere con tutta la band messa in ombra dietro, ma qui l’unione fa la forza, tutti gli elementi sono messi al punto giusto, con le chitarre graffianti e potenti che guidano ogni singola traccia. C’è molto groove, il che rende tutto più fruibile e accattivante, nonché tendenzialmente più potente. Se da un lato arriva una suadente e classicheggiante Walls, no si può rimanere indifferenti a un gioiello come Beyond The Edge Of The World. Effettivamente quello che colpisce di questo secondo album è proprio la varietà che possiamo sentire, un mix stupendo di atmosfere sinfoniche che si relazionano a meraviglia con un possente heavy metal, che non perde mai di vista la modernità e il groove. Altri esempi di questa opera sono Revolution che abbaglia con il suo cantato in stile operistico e classico allo stesso tempo, Rapsodia con un inizio che ricorda la musica reale francese oppure le altre due perle in musica che chiudono l’album: Spirits Of War e Ascended To Divinity, che non fanno altro che confermare l’enorme valore di Prophet Of The Astral Gods. E’ un disco dalle grandi potenzialità e soprattutto dalle forti ed emozionanti melodie, degne dei grandi nomi del genere. Un viaggio attraverso il cuore di questi splendidi musicisti che sono riusciti nell’intento di mettere le proprie emozioni in musica.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















