A distanza di 4 anni dall’ottimo “Wine Of Heaven” tornano sul mercato i grandissimi Mastercastle. La formazione rimane la stessa con Giorgia Gueglio saldamente dietro il microfono, la sezione ritmica formata da Steve Vawanas (basso) e Alessio Spallarossa (batteria), ed infine Pier Gonella a tessere le trame con la sua consueta abilità. “Lighthouse Pathetic” è al 100% un album in puro stile Mastercastle, con i suoi pezzi in stile neoclassico, con le sue contaminazioni hard rock e power, ma soprattutto possiede la grande ispirazione nello scrivere canzoni. L’iniziale “Who Cares For The Moon” è una grande song frutto dell’azzeccato mix tra il cantato di Giorgia e quello di Fabio Lione e del bel riff di chitarra di Pier. La Title Track cattura con la sua epicità e l’ispirato cantato di Giorgia, perfettamente integrato nelle melodie talvolta ipnotiche della canzone. “That’s All” prosegue il discorso mettendo l’accento su temi più malinconici. Non mancano gli strumentali con “Rosso Profondo” rivisitazione di “Profondo Rosso” (dei Goblin e tema portante del film di Dario Argento) con un Pier attentissimo a non snaturare la canzone ma intelligente ad inserire il suo apporto in maniera discreta ma efficace e “Fantastic Planet”, splendido omaggio al lungometraggio animato del 1973. “Call Your Wings” per un attimo ci fa pensare all’intro di “Norvegian Reggeton” dei Nanowar Of Steel per poi evolversi in un hard rock dal ritmo sostenuto con Giorgia in perfetto spolvero. Prezioso anche l’apporto di Fabio Lione nel coro finale. “Monster Whispers” più pesante e pervasa sa una sottile linea blues ci mostra un’ulteriore faccia della band, sempre perfettamente a suo agio anche in sonorità molto diverse una dall’altra. “Diamonds” è ispirata alla musica del compositore francese Alain Goraguer (lo stesso della colonna sonora di Fantastic Planet) ed è da annoverare tra i pezzi di punta di questo lavoro. “Space” invece è la classica song in Mastercastle style con un gran lavoro di Pier alla chitarra e un ritornello che ti si piazza in testa al primo ascolto. Chiudono il cd la cover di “Fast As A Shark” degli Accept con Flegias dei Necrodeth/Cadaveria alla voce, thrashizzata e resa terremotante (quasi più dell’originale) e la versione demo del loro cavallo di battaglia “Princess Of Love” (dal loro primo lavoro). “Lighthouse Pathetic” segna l’ottimo ritorno di una band che ha avuto come prerogativa il comporre musica con estrema cura e perizia e nel suo piccolo ha sempre sfornato dei grandi capolavori puntando sempre sul feeling delle canzoni. Se c’è una certezza è che i Mastercastle non deludono mai le aspettative, ascoltatelo e ne converrete senza ombra di dubbio.
Voto: 8/10
Fabrizio Tasso
















