Recensiamo questo pregevole album con colpevole ritardo. Di fronte abbiamo un album ben fatto, che mette in luce non solo la tecnica dell’atuore, il bravo Fulvio Milone, ma anche le sue discrete capacità compositive, che gli consentono di mostrare il proprio estro per tutta la durata del disco. Tra tocchi raffinati e melodie attraenti, vola via dopo The Rain Of Genesis il brano Dream of Chords, dove è percepibile anche la sensibilità di un artistica che riesce a mettere in luce con la sua musica anche il suo stato d’animo. Them esplora delle sonorità più rudi ed incisive, adatte a corredare la versatilità del progetto. Emerge nel corso del disco, il cambio di sonorità e di stili, che consente all’album di essere costantemente attraente, tra Chaos of Symmetry, la profondità di The Plague e l’estasi di Danger Code. Ottima la title-track, probabilmente il brano di maggiore qualità del disco, grazie a riff graffianti e suoni moderni. Il sipario si chiude con la cover di Enjoy The Silence dei Depeche Mode, rivista con lo stile dell’artista. Qualità e talento da non far passare inosservati.
Voto: 7/10
Maurizio Mazzarella















