Il 25 settembre, a distanza di quattro anni dall’ultimo album, è uscita l’ultima fatica dei bavaresi LACRIMAS PROFUNDERE, ma nel frattempo non sono stati con le chitarre mute in mano, anzi, hanno suonato oltre 100 concerti, partecipando anche ai più grandi festival europei, culminando con un tour europeo a supporto dei loro idoli, i Paradise Lost, nell’autunno del 2025!
Descrizioni come “un mix tra HIM e Metalcore”, “Dimmu Borgir incontra i The Cure”, o persino “Billy Idol” e “Cradle of Filth” sono state usate dalla stampa per descrivere l’ultimo album. Sono proprio questi elementi che dovrebbero essere incorporati ancora più fortemente nello stile e perfezionati per creare uno stile musicale unico e completamente nuovo chiamato GOTHCORE. Dopo tre anni di composizione e sei mesi di pre-produzione, “Lay Me Down O Silent Fear” è stato registrato nuovamente al Kohlekeller Studio con Kai Stahlenberg, che si è occupato anche del mixaggio, mentre Oliver Nikolas ha prodotto personalmente l’album. Il mastering è stato affidato al produttore finlandese Rami Nykänen.
Julian Larre, oltre ad essere un esemplare di Homo Sapiens degno di nota, ha un’estensione vocale ed una versatilità tali da rendere ogni pezzo fresco ed accattivante, mai banale e lo dimostra anche nella stesura dei testi scritti insieme al membro fondatore Christopher Schmid, che trattano principalmente della paura della solitudine o, come la descrive Christopher, sono “per tutti coloro che si perdono nella perdita e che tuttavia cercano la vicinanza”. Julian aggiunge che è come “una passeggiata intima attraverso un labirinto mentale condiviso dove amore, peccato e distruzione si intrecciano”.
Con “Lay Me Down O Silent Fear” si sono avventurati in un nuovo territorio creativo, sono usciti dal loro bozzolo gotico protettivo concentrandosi esclusivamente sugli artisti con cui erano cresciuti: dai Manowar, Dio e Sisters Of Mercy ai Pantera. Il risultato è una tempesta di rabbia, batteria martellante e chitarre ruggenti. Ogni nota è perfettamente posizionata, oscillando tra Type O Negative, Sepultura, Slipknot e The 69 Eyes, con una malinconia che trasuda da ogni angolo. Perchè scegliere tra gotico, heavy metal, brutalità, oscurità, modernità o vecchia scuola, quando sanno fare tutto?
Prima di ascoltare l’album, ho avuto modo di farmi un’idea della complessità di sonorità grazie ai tre singoli: la title track “O Silent Fear”, seguita da “Nevermore” e da “Faceless”, il video di quest’ultimo pezzo è stato girato in una cava di sabbia appositamente chiusa al pubblico, come omaggio a “The Eagle Flies Alone” degli Arch Enemy e a “Territory” dei Sepultura.
Se avete voglia di un po’ di onde sonore trascinanti, beh ascoltate l’album senza pregiudizi, ovviamente!
Voto: 8/10
Ilaria Midnightsun

















