Dopo anni sotto l’etichetta nostrana Frontiers, la band losangelina approda alla canadese Cleopatra e sforna un nuovo disco dal titolo “Leopard Skin”.
Il disco abbraccia sonorità fortemente radicate negli anni ’70, con numerosi richiami a mostri sacri come Led Zeppelin e i Deep Purple nella loro versione più blues-oriented. La band dimostra di voler puntare su un sound classico e viscerale, ricco di citazioni e suggestioni retrò.
Brani come “Taste It”, “Lucky Motherfucker” e “Don’t Gimme Away” strizzano l’occhio allo “sleazy”, mentre “The Grinder” evoca atmosfere e sonorità che rimandano ai primi Black Sabbath dell’era Ozzy.
È evidente come i tempi dello “street” delle origini e di un caposaldo come “Cocked & Loaded” siano ormai lontani, anche se qualche eco di quel passato riaffiorava già nel primo album post-reunion “The Missing Peace”.
Anche sul fronte della produzione, “Leopard Skin” suona marcatamente “seventies”, con scelte sonore e arrangiamenti che lo avvicinano più allo stile dei Great White che a quello degli stessi L.A. Guns.
Tra i pezzi migliori possiamo citare “Hit and Run”, davvero una hit, come suggerisce il titolo stesso. “The Masque” è una ballad sulla falsariga di “One Way Ticket”, ma priva dello stesso mordente.
Il brano più riuscito in assoluto è forse quello posto in chiusura, “If You Wanna”, il cui punto di forza è un refrain d’impatto e travolgente che ci riporta alla fine degli anni ’80, ai tempi dei primi due album.
La traccia più debole e noiosa del disco è sicuramente “Runaway Train”, un pezzo simil-country che si incrocia con le atmosfere di Elvis Presley.
Un disco, tutto sommato, genuino, sulla scia del precedente “Checkered Past”, dedicato ai fan nostalgici di un genere musicale a tratti immortale, anche se non più attualissimo.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















