di Andrea Intermite – Live Report – Milano, 07/04/2026
Una serata che prometteva caos e intensità non ha tradito le aspettative. Il palco dell’Alcatraz di Milano ha ospitato quattro nomi fondamentali della scena estrema: Nails, Exodus, Carcass e Kreator. Un bill che, già sulla carta, aveva il sapore dell’evento imperdibile.
Impatto immediato: l’apertura dei Nails
Ad aprire le danze sono stati i Nails, che hanno letteralmente travolto il pubblico con una scarica brutale e senza compromessi. Set breve ma devastante, perfetto per scaldare una platea già pronta a esplodere. Tre brani e l’atmosfera era già quella di un’arena in rivolta: impatto diretto, nessuna concessione, pura violenza sonora.
Exodus: il momento più alto della serata
Se c’è stato un vero trionfatore della notte, quello è stato senza dubbio gli Exodus. La band ha messo in scena uno show feroce, compatto e travolgente, capace di trascinare il pubblico dall’inizio alla fine senza cali di tensione.
Il ritorno di Rob Dukes alla voce si è rivelato decisivo: presenza scenica aggressiva, interpretazione carica di rabbia e perfettamente in linea con lo spirito della band. Il suono è stato potente, diretto, senza fronzoli. Un vero “macello”, nel senso più positivo del termine: thrash metal allo stato puro, suonato con convinzione e precisione.
Carcass: classe e chirurgia sonora
I Carcass hanno confermato tutto ciò che ci si aspetta da una leggenda del genere. Precisione chirurgica, suono impeccabile e una performance tecnicamente ineccepibile.
Jeff Walker si è dimostrato, come sempre, elegante e controllato, offrendo una prova vocale solida e convincente. L’unico elemento leggermente sottotono è sembrato il batterista, probabilmente una presenza recente nella line-up: buona energia, ma ancora non completamente integrato nel sound complessivo della band.
Kreator: spettacolo visivo, ma qualche limite
Gran finale affidato ai Kreator, che hanno portato sul palco una produzione scenica impressionante. Luci, scenografie e impatto visivo di altissimo livello hanno trasformato il concerto in uno spettacolo totale.
Tuttavia, sul piano strettamente sonoro, qualcosa non ha convinto del tutto. Il mix è apparso meno incisivo rispetto agli standard della band, e la performance vocale di Mille Petrozza ha mostrato evidenti segni di affaticamento. Una resa che, pur sostenuta dall’energia generale dello show, ha lasciato una sensazione di “potevano fare di più”.
Non è la prima volta che accade: per alcuni spettatori, è la terza occasione consecutiva in cui i Kreator non riescono a raggiungere pienamente le aspettative.
Conclusioni
Una serata comunque memorabile, fatta di momenti altissimi e qualche imperfezione. Se gli Exodus hanno dominato la scena con una performance devastante, i Carcass hanno confermato la loro superiorità tecnica, mentre i Kreator hanno puntato su uno spettacolo visivo imponente, sacrificando però parte dell’impatto sonoro.
Resta il valore complessivo di un evento che, per gli appassionati, è stato un vero regalo: una notte di metal estremo, vissuta fino in fondo, tra pogo, sudore e amplificatori al limite.



































