Ci sono band che riescono a ipnotizzare fin dai primi istanti in cui l’incauto e curioso ascoltatore incrocia la loro strada. Non c’è un vero perché o come, c’è solo un’energia oscura da cui si viene risucchiati senza poter avere il tempo di reagire. Questo è il primo e sincero impatto avuto iniziando a scoprire cosa hanno realizzato i polacchi Königreichssaal, con Witnessing The Dearth. Questo nuovo lavoro che porta la loro firma, è un qualcosa di assai personale, oscuro e malvagio. Non è il classico black metal album primordiale, ma trattasi di un lavoro dalla grande ricerca di un certo tipo di estremismo sonoro che non ha nulla di banale. Il suono emanato dai vari sigilli che ci sono proposti, è un qualcosa che non si sente di certo tutti i giorni, in quanto risulta essere oscuro, deviato e maledettamente attraente. Qui abbiamo materiale che in fatto di personalità potremmo definire tranquillamente unico nel suo genere. Cosa che in pochi riescono a fare in ambito estremo, dove vogliamo volutamente citare solo un nome, Deathspell Omega per cercare di dare una linea guida a chi si appresterà a leggere queste righe. Le similitudini con la suddetta band per noi finiscono qui, in quanto mettendosi all’attento ascolto dei sette brani, si è rapiti da tracce che puzzano di marcio infernale fin dai primi secondi. Le tematiche anti religiose riempiono le menti degli ignari ascoltatori, facendoli cadere tra le fiamme dell’inferno vero e proprio e dandoli in pasto ai più deviati e innominabili demoni che regnano in quel lembo occulto e demoniaco dell’essere umano. Che si tratti di Ostium, Der Kreuzweg o No Light, invece che delle altre Force Majeure, Stray Dogs o la finale “Bez Czasu, Bez Boga, Bez Was”, il discorso non cambia, come non c’è variazione nella sensazione di irrequietezza e soffocamento che si prova ascoltando questa nera perla fatta in musica. Chi è interessato ad avvicinarsi a questa release, secondo noi dovrà lasciare fuori dalla propria mente, qualsiasi forma di paragone con altre band o altri generi, perché i Königreichssaal sono fautori di un album unico nel suo genere.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















