Uscito il 16 ottobre scorso, “Passenger” è l’ultimo lavoro dei Kingdom of Giants uscito per la Sharptone Records; che dimostra un certo appeal ed un certo orecchio per il metalcore in generale.
I Kingdom Of Giants, per chi non lo sapesse, sono in giro già da un decennio ed hanno ottenuto un discreto seguito in patria e non solo; successo che ha permesso loro di mantenersi a galla e di far uscire questo che è il quarto disco. Diciamo che siamo risicatini come uscite visto che stanno, come abbiamo detto, calcando i palchi da oramai dieci anni.
L’album, fin dai primi ascolti, risulta piuttosto interessante grazie ad una post produzione solida ed una maturità artistica piuttosto valida; oltre ad una interessante serie di scelte in seno alla scelta di arrangiamenti e una cura del suono indispensabile per questa tipologia di metal.
Strutture compositive tipiche (e forse un pochino troppo abusate oramai) degli inizi del metalcore: chitarre droppate e ricolme di breackdown, stacchi sornioni con parti melodiche supportate da synth ruffiani, batterie massicce e compresse al massimo, combo scream e melodico per la voce e purtroppo il basso relegato in un angolo e che si mischia sia con le frequenze basse delle chitarre che con quelle alte della batteria. Ma va detto che se si presta attenzione si percepisce, e non solo perché il bassista è la seconda voce.
Va altresì detto che nelle formule compositive troviamo qua e la delle varianti al genere che danno l’idea che la band abbia una propria inventiva e che tenti in qualche modo di sperimentare ed andare oltre il calderone di band senza lode e senza infamia.
I ragazzi non sono pessimi o mediocri sia chiaro; ancor meno che non sia in gradi di fare il loro “dovere”; solo che nel metalcore si sta appiattendo tutto, a mio avviso, e il riproporre in modo sistematico certi clichè, porta l’orecchio dell’ascoltatore una certa ripetitività delle tracce, rendono l’ascolto decisamente monotono e poco entusiasmante.
Va detto che ci sono alcuni brani interessanti quali “Lost hills”, “The ride”, “Sync” che è anche singolo e video e “Burner” altro singolo. Come sempre trovate l’album, ascoltatelo, fatelo vostro e decidete le vostre tracce preferite.
In conclusione se il metalcore melodico è preponderante per voi, per non dire una delle vostre ragioni di vita, questo “Passenger” può sicuramente entrare nelle vostre grazie; in alternativa sarete di fronte ad un lavoro già sentito che ha una produzione molto alta.
Voto: 6/10
Alessandro Schümperlin















