Dalla Svezia, la Black Widow Records ci ha scovato una bella primizia. I Khadavra che con il nuovo album “Hypnagogia” ci delizia con un melting-pot molto intrigante di Prog e Psichedelia senza soluzione di continuità. I paesaggi allucinati che compongono i solchi di quest’album (doppio su vinile) posseggono, ovviamente, una solida radice nell’operato illustre di nomi come King Crimson e Pink Floyd, In aggiunta a ciò, una certa natura eclettica si affaccia oltremisura nei vari movimenti di brani come “Down The Rabbithole”, mentre in “Mordangel” abbiamo addirittura la presenza costante di Sua Maestà il Mellotron (strumento musicale molto caro ai fanatici di “Starless” dei Crimson), con il quale vengono intessuti tappeti atmosferici selvaggiamente allucinati per tutta la durata del brano, debitamente puntigliati addirittura con strumenti a fiato di retaggio classico. Un brano come “Tryptophan” appare alquanto interessante in quanto pare sviluppare un’affinità tra i Pink Floyd ed i moderni Tool, in un delicato equilibrio alquanto personale, difficile da descrivere a parole ma emotivamente efficace. La suite finale “Kollektiv”, lunga oltre 28 minuti, appare nella forma di una mega-jam con assoli di strumenti singoli intermezzati da un’alternanza di parti più atmosferiche ed altre più energicamente rockeggianti. Anche se di dischi Prog/Psych palesemente retrospettivi ne escono molti oggi giorno, e pare che molto del pubblico avverzo alle trame complesse del Rock “romantico” si sia stancato della pedissequa riproposizione senza infamia e senza lode di stilemi fortemente settantiani, debbo per forza salvare i Khadavra, capaci di modernizzare con naturalezza la forma “ancestrale” del Progressive Rock e della Psichedelia, infusi entrambi in un sound mirabilmente attuale. Ci troviamo difronte agli eredi dei Tool? Mah… staremo a vedere. Per ora… il risultato si evidenzia come piuttosto interessante.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















