WOW! Che sorpresa questo disco. I Jupiter Cyclops, singolarissimi sin dal nome, sono al loro esordio discografico con questo interessantissimo “Age Of The UFOnaut”. Tuttavia la band è composta da veterani facenti parte di bands come Downthesun, On a Pale Horse, Opiate for the Masses, Big Wheel Stunt Show, Old Fashion Assassin. E il loro sound è un particolare e vincente miscuglio di NWOBHM e Hard settantiano. Le reminiscenze più “ancestrali” del quartetto sono auscultabili nei riffoni di rara bellezza molto sabbathiani, sicuramente, ma anche molto zeppeliniani e… direi addirittura blueoystercultiani. Eh sì. I nostri paiono possedere una capacità narrativa nella loro musica, grazie anche ad una performance vocale ieratica ma solida, che ci riporta come atmosfere direttamente all’epoca dorata del migliore Hard, con ritmi ed influenze del British Metal più di culto, e con una potenza ed assieme una versatilità molto molto ben calibrate. Potrei fare il gioco dei paragoni folli, dicendo che si potrebbe immaginare una miscela tra i Cathedral più movimentati, i Thin Lizzy, i Queens Of The Stone Age e i migliori Angelwitch. La verità è che le canzoni dei Jupiter Cyclops sono godibili come poco altro, dal primo all’ultimo riff. Che va bene le influenze, quelle sono assodate, ma provate voi a cesellare fior di riff, vocals ed arrangiamenti come loro hanno fatto in brani bellissimi come “Between Worlds” e “Down From The Inside”. L’intero album (pur relativamente breve, e non credo sia un difetto) si attesta su livelli qualitativi buonissimi, ed un certo alone lisergico attornia tutto il lavoro, aumentandone il carisma e l’interesse. Bravi, continuate così con il vostro Rockettone, viscerale ma… di classe.
Voto: 7,5/10
Alessio Secondini Morelli















