Se cercate il disco dell’anno è qui, senza alcun rivale assoluto. I Judas Priest spesso dati per morti o per finiti, hanno sfornato uno dei migliori album della loro carriera proprio quando il loro percorso artistico sembrava ormai giunto verso la fine. Ecco quindi arrivare il vero successore di Painkiller, un lavoro trascinante, maestoso, sbalorditivo, da tutti i punti di vista. Tecnicamente imponente, musicalmente mastodontico, ispirato ed immediato, Invincible Shield è disco che sa sempre ti aspetti dai Priest e che ormai non ti aspettavi più. Ed invece eccolo qui, pronto a far rivivere il vero metallo che imperava negli anni ottanta, con un’impronta palese del nuovo millennio. Sound tradizionale e moderno allo stesso tempo, dove sono le chitarre a fare la differenza. Si, perché diciamolo, con due asce così creare Invincible Shield è la conseguenza naturale. Ed è già con l’opener Panick Attack che i Judas Priest mettono le cose in chiaro, un brano possente, potente, immediato. Un pugno in faccia degno di Painkiller, capace di farti gridare al miracolo con il suo ritornello accattivante. Poi un vortice di assoli di avvolge in una tormenta metallica chiamata The Serpent and the King, dove Rob Halford dimostra non solo uno stato di forma eccelso, ma anche di saper essere rude e cattivo dietro al microfono. Segue la title-track, probabilmente il miglior brano del disco, da tutti i punti di vista, dove Richie Faulkner conferma di essere un elemento fondamentale in questo preciso momento per i Judas Priest. Devil in Disguise e Gates Of Hell trasudano heavy anni ottanta da tutti i pori, poi arriva il pezzo che non ti aspetti, l’istantanea dei Judas Priest del 2024, che al metallo tradizione, fonde la poesia metallica, con la ricerca di melodie accattivanti ed avvolgente. Stiamo parlando di Crown Of Horns, probabilmente uno dei brani più ispirati e riusciti dalla penna dei Judas Priest. Brano completo dove c’è un grande Halford accompagnato da chitarre stupende. Ed il disco scorre tutto così, senza mai abbandonarti un secondo, con brani degli del nome dei Judas Priest. Trial By Fire o Sons Of Thunder, come Giant In the Sky, sono tutto ciò che un metal fan vuol sentire dalla band che ha fatto la storia del metallo. The Lodger è poi un’altra perla che mostra il lato più intimo di Halford, la cui voce resta sempre su altissimi livelli nonostante il tempo che passa. Pollice in alto per i Judas Priest e Invincible Shield disco d’applausi senza se e senza ma.
Voto: 10/10
Maurizio Mazzarella















