Band proveniente dalla Polonia, ma con un’attitudine al suono a stelle e strisce di stampo stoner i J.D. Overdrive e si presentano a noi con il quinto album, nonché ultimo, della loro carriera; e come chiamare l’ultimo lavoro? Ovviamente:”Funeral celebration”. Di fatto la band dopo quattordici anni e quattro album, prima di questo, ha deciso di chiudere, ma lo fa in bellezza con un lavoro di alta qualità e di appeal bello tosto.
In un loro comunicato hanno reso noto che la band ha deciso di concludere la carriera con questo album, che ovviamente promuoveranno e promuovono con live, ma che di base “c’è un tempo ed una stagione per tutto”.
Strutture rodate per quanto riguarda la composizione, ma pur sempre interessanti per la declinazione che la band mette in campo. Voce roca ma con una parte melodica preponderante, quindi si abbiamo una combinazione di cattiveria e melodia in contemporanea. Chitarre ruspanti in primissimo piano, ma non invasive, che si barcamenano tra ritmiche granitiche e soli affilatissimi. Un basso molto presente, come vuole la tradizione, ma anche lui non invasivo. Una batteria che è essenziale ma non povera. Suoni ottimi e ben ragionati sia in fase di registrazione, sia in fase di post produzione. Ribadisco che le scelte sono così curate da dare un respiro di internazionalità del lavoro.
“On corpses of giants” che per altro fa scaturire l’animo quasi sludge della band,”Old dog old tricks”, “Come full circle” “The ferryman cometh” che apre, se escludiamo l’intro, l’album ed è stato il primo singolo cn tanto di video. Aggiungerei anche “Die trying” e “End transmission”, so è parecchio distante dal resto del lavoro ma ha una sua carica speciale a livello emotivo, come top songs di questo lavoro.
Ammetto che forse l’unica pecca personalmente, ma siamo nel piacere personale e non nell’errore l’intro “Funeral starter” che poteva esser sviluppata meglio e così com’è resta un mancato centro.
La scelta di chiudere così una carriera è encomiabile, quasi come fecero i Sentenced nel 2005 con “The funeral album”, di certo la loro prova è molto bella, ben curata, strutturata in modo ottimo e dispiace un pochino non poter avere nuovi brani dalla band. Vi consiglio vivamente questo lavoro se siete alla ricerca di suoni ottimi, di emozioni su pentagramma e di materiale stoner con una punta di sludge.
Voto: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















