di Maurizio Mazzarella
Il Teatro Comunale Fusco ha ospitato una nuova e partecipata tappa del Festival del Teatro Dialettale Alfredo Majorano, giunto alla sua sesta edizione e ormai riconosciuto come uno dei principali presidi culturali dedicati alla valorizzazione della lingua e della memoria popolare tarantina. L’iniziativa, sostenuta da Comune di Taranto, Regione Puglia, Associazione Lino Conte, Puglia Culture e dallo stesso Teatro Fusco, continua a promuovere un percorso di tutela e diffusione del patrimonio dialettale attraverso produzioni teatrali che uniscono tradizione, qualità artistica e radicamento territoriale.
Protagonista della serata è stata la compagnia Il Laboratorio di Mimmo Fornaro, che ha presentato la commedia Frate e Sore Affezziunate C’u Nepote Penziunate!, due atti scritti e diretti da Mimmo Fornaro. L’opera, costruita su dinamiche familiari vivaci e su un linguaggio scenico immediato, ha offerto al pubblico un affresco ironico e riconoscibile della quotidianità tarantina, confermando la capacità dell’autore di coniugare comicità e identità culturale.
Sul palco si sono alternati Antonio Spagnulo, Anna Prunella, Eros Galiano, Nunzia D’Ettorre, Peppe Dell’Aglia, Mina Abbattista, Anna Andrisani, Pasquale Fazio, Riccardo Dipalma e Katia Surdo, guidati da una regia attenta ai tempi narrativi e alla coralità del gruppo. L’allestimento tecnico, curato da Mimmo Murianni per luci e audio, e le scenografie firmate Skenè hanno contribuito a definire un impianto scenico essenziale ma funzionale, coerente con lo stile della compagnia.
Il pubblico del Fusco ha risposto con partecipazione e calore, confermando il legame profondo tra la città e il teatro dialettale. La rassegna Majorano, infatti, non si limita a proporre spettacoli, ma costruisce un dialogo costante con la comunità, valorizzando un linguaggio che appartiene alla storia collettiva e che continua a essere un veicolo espressivo attuale e vitale.
La sesta edizione del Festival prosegue così nel solco tracciato negli anni: sostenere la creatività locale, promuovere la cultura del territorio e offrire al pubblico un’occasione di incontro con una forma teatrale che, pur affondando le radici nella tradizione, mantiene una sorprendente capacità di parlare al presente.















