Fatto 1: Il 16 settembre 2023 gli Helloween al termine di un tour mastonditico registrano sia in audio che in video un mega-live nel tempio del Metal Nipponico: il Budokan
Fatto 2: Gli Helloween targati 2023-2024 sono quelli dell’album omonimo 2021, quindi con in formazione: Michael Kiske: vocals, Andi Deris: vocals, Kai Hansen: guitars, vocals, Michael Weikath: guitars, Sascha Gerstner: guitars, Markus Grosskopf: bass, Daniel Löble: drums
Fatto 3: Live definitivo? Avevamo già visto la formazione con United Live del 2019, avevamo già sentito tante volte i pezzi, dal Live at San Paulo del 2007, al High Live (fantastico) del 1996 e su quel piccolo gioiello che fu Live in the U.K del 1988.
Fatto 4: Gli Helloween dopo il Better Than Raw, a parer di chi scrive, hanno perso un qualcosa…durante gli anni a seguire l’inserimento di tanti bravi musicisti ha anestetizzato la mancanza di quel qualcosa di magico che avevano i 5 ragazzi di Amburgo.
Il problema è che nella versione “Mark II” con Roland Grapow e Uli Kusch avevano ancora una loro caratteristica unica che ha sfornato tre album micidiali: Master of the Rings, The Time of the Oath e il Better Than Raw. Poi l’album (a mio avviso comunque molto valido) The Dark Ride…disco che ha sfaldato alcuni equilibri interni della band dove imperava il buon Michael Weikath.
Fatto 5: La band ha a disposizione una discografia che arriva fino al periodo di cui ho appena parlato che è un tuffo nei ricordi, un mix di nostalgia ed euforia nel risentire quei pezzi, quei riff, quegli stacchi, quei testi…con gli acuti (che in oggigiorno non sono più ahimè come una una volta) ma che la nostra mente inconsciamente aggiusta e perdona, perché sono nel nostro DNA ormai, sono nella nostra mente…sono nei nostri cuori…
Fatto 6: Ed è così che un Live degli Helloween (il fatto che sia al Budokan è irrilevante, potevano eseguire quei pezzi e il tripudio sarebbe stato lo stesso in ogni parte del globo), ci arriva in questo fine 2024 (release date: 13th December) come una ottimo regalo di natale per i fans in attesa del nuovo tour mondiale del 2025/2026.
Fatto 7: Le tracce del disco sono 15, 3 dall’ultimo omonimo album e le altre 12 sono stati scritti e glorificati prima del 2000, ripescando ai primi eccezionali album, con lo strepitoso Kai’s Medley, dove si possono sentire con suoni attuali e puliti i pezzi del capolavoro Walls of Jerico.
Compresa quella RIDE THE SKY che rimane il PEZZO degli Helloween, puri, veloci, epici, unici, corali…il frutto della mente di 4 giovani (Kai, Michael, Markus, Ingo) che innescarono La Rivoluzione nel 1985. La purezza della band è in questo primo album, poi è stato perfezionato e reso mondiale dai Keppers e dalla voce celestiale di Kiske, ma non bisogna mai dimenticare il nucleo termonucleare con il quale sconvolsero il mondo Metal di allora.
I pezzi di questo Live sono tutti eseguiti, ovviamente, in modo magistrale, i suoni sono ottimi
e danno valore alla dimensione live della band che dal vivo ha sempre trasmesso quell’energia che li ha portato in giro per il mondo in 40 anni di carriera.
Personalmente reputo il live fantastico, proprio perché alla fine dei conti la band ha riconosciuto che la grandezza della band sono quei 15 anni…dal 1985 al 2000. E noi siamo felici di sentire quegli Helloween.
Che dire di HOW MANY TEARS…canzone straordinaria su disco e resa qui in questo live mastodontica, un tuffo nel passato e la felicità di chi ha amato gli Helloween (come me).
E KEEPER OF THE SEVEN KEYS, la suite per eccellenza della band che messa alla fine del Kepper Part. II rese la band la più grande band power del mondo (fino all’uscita nel 1995 dell’Imaginations From the Other Side di una band di Krefeld, ma questa è un’altra storia).
Il Live è un invito a tornare a vedere la band ancora una volta dal vivo, è un monito a noi tutti che il Metal è un qualcosa di più viscerale di una chitarra distorta, di una doppia cassa a 180 bpm; è una macchina del tempo che avendo uno spessore artistico profondo ha segnato le mente e gli animi di chi l’ha ascoltata fin da ragazzo. Una musica che forgiato più di una generazione, che continua a farlo e che ci ricorda che grandi come gli Helloween ci sono solo gli Helloween, per quello che hanno scritto, che hanno creato e che ci hanno trasmesso.
I brani dall’ultimo album in studio (SKYFALL, MASS POLLUTION, BEST TIME) sono solo riempitivi che confermano il mio giudizio non a pieni voti di quell’album.
Avrei preferito al posto di questi tre brani canzoni come Push, Revelation, Secreat Alibi, Kings Will Be Kings, First Time, Giants, Before The War…).
Chiudiamo ricordando sempre che “We’ve got the power, we are divine/ We have the guts to follow the sign/Extracting tension from sources unknown
We are the ones, to cover the throne.” e spero che la band se lo scordi mai.
Voto: 8,5/10
John Sanchez
















