Per chi non li conosce, è un ascolto consigliato. Per chi ne ha seguito lgesta, questo Somnia è qualcosa che ha già sicuramente sentito. Del resto nei 52 anni di attività, dopo la fondazione nel 1969 da parte di Dave Brock che rimane il leader indiscusso anche in fase di composizione, i 34 album di inediti, insieme ai molti live, hanno ripercorso quello stile che è proprio del gruppo, noto nel mondo del rock per essere stato il primo e il più autorevole esecutore dello space rock, insieme direi agli Eloy, che però sono molto più orientati verso il prog.
Insomma uno stile definito, dal quale Somnia non si discosta. La ricetta è quella che permise agli Hawkwind, non senza difficoltà, di farsi largo nel mondo del prog rock grazie a lunghe suite e suoni psichedelici che ancora oggi rappresentano il marchio di fabbrica del gruppo. Non sappiamo se, come invece accadeva nei primi anni 70, l’ispirazione era spesso tratta da un uso decisamente intenso di acido lisergico, conosciuto anche come lsd.
Somnia è un trattato sul sonno e le varie diramazioni, come la privazione dello stesso e la parte onirica. Brock potrebbe essere stato ispirato da un film inglese del 2015 “Somnia” di Mike Flanagan, un horror di un certo successo.
Volendo fare una facile battuta, si può dire che l’ascolto prolungato dei brani che arrivano, come nel caso dell’apripista Unsomnia, fino a 10 minuti, contribuisce notevolmente a esplorare questa parte della giornata necessaria per ogni essere animale.
Tornando seri, si tratta di un disco molto ipnotico, con tempi scanditi da percussioni quasi tribali, con la voce in qualche caso narrante. Atmosfere rarefatte, suoni spaziali sostenuti da tastiere molto ispirate. La chitarra in questo contesto è spesso arpeggiata, insinuandosi talvolta per degli assoli non certo shredder ma note molto lunghe e sostenute, con uso molto evidente del wah-wah settantiano.
Alcyone e I can’t get you off my mind sono due titoli che si discostano dal tema delle suite e sono da ascoltare prioritariamente. Probabilmente un album, al pari di tantissimi altri degli Hawkwind, famosi per avere iniziato la carriere del grandissimo Lemmy, che necessita di molti ascolti per essere gustato in tutte le sue sfumature, che sono comunque di gran classe.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















