A distanza di 7 anni la Olzon pubblica il suo secondo album solista, allo tempo stesso decide di imporre una sterzata brusca e decisa sulla direzione musicale: per chi avesse apprezzato “Shine” si scordi tutto e faccia un bel reset.
Questo “Strong “dista anni luce rispetto al suo debut album , non so se per –sola- volonta’ di Anette o dietro richiesta specifica della casa discografica , ma l’album ci propone un power-metal sinfonico che strizza l’occhio a certe sonorita’ degli Amaranthe.
Potremmo considerarlo come una sorta di Dark Element “appesantiti” dove il posto di Janii Liimatainen viene preso da Magnus Karlsson che torna a collaborare per la seconda volta con Anette ( dopo l’ennesimo studio project targato Frontiers e che porta il nome di ALLEN-OLZON ).
I brani sono scritti dallo stesso Karlsson , coautore insieme ad Anette; il disco e’ stato prodotto da entrambi mentre il mix e il master sono stati curati da Jacob Hansen.
“Strong” vede la presenza del marito della Olzon in veste di cantante aggiuntivo: tutte la parti cantate in growl nella parte centrale dei brani sono sue.
Veniamo al contenuto di questo “Strong” :
“Bye Bye Bye” : al tempo dei Nightwish Anette cantava “Bye Bye beautiful” ( brano che era riferito alla Turunen ) , sulla stessa lunghezza d’onda ora canta “Bye bye bye” salutando “ironicamente” la band finlandese che l’ha messa alla porta. La canzone scorre senza infamia e senza lode e per struttura risulta simile a “Not your monster” dei Dark Element , carina ma niente di nuovo all’orizzonte .
“Sick of you” uno dei tre singoli che anticipavano l’uscita dell’album , leggermente meglio della traccia d’apertura , brano molto melodico con influenze Amaranthe nella parte centrale e che aumenta di velocita’ nella parte finale grazie all’uso della doppia cassa .
“ I need to stay” altro brano che potrebbe far parte della discografia degli svedesi ( Amaranthe ) ma al tempo stesso guarda anche agli Stratovarius.
“Strong” altro singolo gia’ edito da diversi mesi, una delle canzoni che maggiormente strizzano l’occhio agli Amaranthe sia per le techno tastiere che per le ritmiche e per il solito cantato growl nella parte centrale , ottime le orchestrazioni in chiusura.
“Parasite” altro brano gia’ edito , uno dei piu’ “veloci” del disco : techno tastiere in apertura per questo up-tempo “camaleontico” : Amaranthe “meets” Dark Element.
“Sad Lullaby” i primi secondi di orchestrazioni / tastiere rimandano a “Show must go on” dei Queen , ma e’ soltanto un abbaglio perche’ la canzone dista anni luce dal capolavoro targato Queen, si tratta di una discreta ballad ma nulla di trascendentale.
Dopo una prima parte non proprio esaltante , eccoci arrivare alla seconda parte del disco , dove la qualita’ compositiva ( e la freschezza ) inizia a crescere :
“Fantastic fanatic” fantasmi dei Nightwish di “Dark Passion play “ riemergono –positivamente- in questo brano che dal titolo , per uno strano gioco di parole , ricorda “Fantasmic” della band finlandese ( Turunen-era).
“Who can save them” uno dei brani migliori del disco , se non il migliore in assoluto : molto bella la melodia del refrain che a tratti diventa “malinconica” , ottimo il guitar work di Magnus e le orchestrazioni da “apocalisse “ , anche se le parti cantate in growl risultano un po’ troppo “invadenti”.
“Catcher of my dreams “ : up-tempo pregevole , un incrocio tra quanto proposto dal chitarrista svedese nel recente “ Heart Healer” e nei “Magnus Karlsson’s Free Fall “: ottimo lavoro di tutta la sezione ritmica e bellissimo il solo di chitarra; in questa canzone Anette si supera e fornisce una prestazione superlativa ( la migliore del disco ).
“Hear them roar “ altro up-tempo davvero interessante , sulla scia del precedente traccia e con Anette sempre sugli scudi : altra prestazione top ! Ottimo il contorno fornito dalle tastiere.
“Roll the dice “ altro pezzo da 90 del disco che inizia con le solite tastiere Amaranthe-style , poi il brano “decolla” velocemente con un drumming scandito dalla doppia cassa per poi rallentare nel refrain -che risulta davvero ispirato- e nella parte finale, dove la canzone diventa una sorta di mid-tempo .
Molto probabilmente questa “nuova” carriera solista sara’ limitata alla sola presenza in studio ( su disco ) e non avremo mai la possibilita’ di vederla su un palco, un vero peccato.
Che dire la prima parte del disco sarebbe stata da 6,5 , la seconda da 7,5 , quindi il voto complessivo diventa una media tra i due.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















