I Gorgon sono band black metal francese che ha le sue origini nel lontano 1992; il loro primo full length “The lady rides a black horse” del 1995. I successivi lavori arrivano alle soglie dei primi anni 2000, poi se escludiamo uno split ed un paio di compilation, silenzio di tomba sino al 2019, anno in cui risorgono come creatura dell’unico membro rimasto, Christophe Chatelet, che ne prende saldamente le redini traghettandola fino a questo nuovo lavoro dal titolo “Traditio Satanae” uscito per Osmose nei primi giorni di giugno scorso. Da notare che la band ha fatto uscire questo lavoro in cd, vinile nero e vinile rosso.
Musicalmente nulla di nuovo sotto al sole. Le ritmiche viaggiano parecchio con il doppia cassa e con una scelta particolare per quello che compete la post produzione della batteria stessa. Si percepisce una certa “spinta” portata dal rullante che ha quasi lo stesso livello da mixer della cassa, se non fosse che risulta leggermente più “secco”.
Le chitarre seguono parzialmente, le dinamiche della batteria, mentre il basso non è particolarmente percepibile; ma nel maelstorm creato da Chatelet non sarebbe particolarmente semplice.
Alcune scelte sonore sono quasi riconducibili al thrash, ma il complessivo è black.
La voce, ovviamente, in scream ha il riverbero particolarmente alto, ma per fortuna non troppo invasivo.
Certamente questo è un lavoro che piacerà ai fans del black e quelli che hanno un certo appeal verso l’old school. Va detto però che almeno la produzione, se escludiamo un paio di sviste di cui sopra, è piuttosto buona. Le scelte di post produzione seppur basate sulla formula del “raw metal” non ci sono situazioni che non permettono di percepire i riff e le invettive ancestrali di Christophe.
“Death was here”, “Sacrilegious confessions”, “The long quest”, la titletrack “Traditio Satanae” e “At the beginning was hate” che chiude il platter, sono i brani che mi hanno colpito più degli altri. Fate un ascolto e decidete le vostre tracce preferite.
A conclusione un lavoro che rimane avvinghiato alla tradizione black metal vecchio stile, ma con un pochino di tecnologia per renderla più apprezzabile. Nulla di eccessivamente eccezionale, ma allo stesso tempo neppure un lavoro sottotono. Quindi abbiamo una proposta musicale nella media.
Forse avrei preferito un lavoro più funzionale per quello che comporta sia la copertina (un pelino troppo old style) ed alcune scelte di mixer, ma nel complesso è un lavoro dignitoso e che si fa apprezzare sotto un certo aspetto. Bel lavoro, in definitiva, ma non indispensabile.
VOTO: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















