L’ho detto in sede di recensione: When Metal Takes Shape è un disco che mi è piaciuto tantissimo, soprattutto per la sua autenticità! La stessa che traspare dalle parole di Lally Low, voce e basso della band, che abbiamo ascoltato con vero piacere. Nel lasciarvi alle sue parole, vi invito a supportare questa band! Il futuro della nostra amata musica, quella vera, passa da lavori come il loro…
Ragazzi, benvenuti su Giornale Metal! Allora, presentiamo la band ai lettori raccontando un po’ della sua storia dalle origini…
Ciao Giornale Metal! Le origini. Dunque, io e Redz suonavamo insieme a fine anni ‘90; la prima data live della mia vita è stata nell’estate del ’98, quando Redz mi prese per sostituire il loro bassista. Suonavamo solo musica di Maiden, Black Sabbath e Manowar. Dopo tante esperienze disparate ci siamo ritrovati nell’estate del 2021 con l’intenzione di scrivere un disco, e s’è unito a noi Magher che stava già suonando insieme a Redz in un tributo ai Ramones.
Parliamo della genesi del bellissimo When Metal Takes Shape… Complimenti ancora, soprattutto per il songwriting davvero efficace! Come l’avete concepito, composto e in seguito realizzato?
Tutto è uscito con gran naturalezza; io e Renz avevamo alcune canzoni già abbastanza complete nella testa, mentre altri erano riff o ritornelli etc. sparpagliati a cui poi abbiamo lavorato insieme per dare un senso, vestendoli con parti mancanti e testi che avessero un significato.
Son passati un po’ di mesi dalla sua uscita… Siete soddisfatti della sua riuscita e dei lusinghieri riscontri ricevuti?
Siamo contenti. Personalmente pensavo che questo disco (come il primo) sarebbe passato totalmente inosservato, probabilmente perché negli ultimi anni girando qui e là sul web mi sono fatto l’idea di una musica ormai totalmente superprodotta ed iperprecisa (in generale) o nel nostro genere spesso ultratecnica, dove anche eroi totali della nostra infanzia tipo Lars Ulrich vengono ormai presi per il culo da migliaia di giovani ragazzi per il loro “basso livello” di competenza sullo strumento (..diciamola così..), quindi pensavo… figurati noi!!! aAhahaha diranno che siamo delle merde! Ahahah! Ed invece… ho notato che c’è ancora tanta gente che ama l’approccio genuino e viscerale allo strumento, e soprattutto apprezzano la ‘bella canzone’, e questo non c’è tecnica rapida di video didattici su youtube che può insegnartelo. Diciamola così: a meno che tu non sia baciato da un talento e da una maturità innata, penso che solo molti anni di vita vissuta riescano a donarti la saccoccia da cui poi potrai tirar fuori qualcosa di meritevole. Ed una buona fetta di pubblico questo lo avverte chiaramente.
Come ho detto in sede di recensione, sono stato avvolto da un caleidoscopio di sensazioni nostalgiche comunque piacevoli, scaturite da ricordi lontani nel tempo… Non sono stato il solo a quanto pare! Eravate consapevoli che molti ascoltatori, spece i più grandicelli come il sottoscritto, sarebbero partiti per questo viaggio nel passato?
Ahahah, sei un grande! Guarda, noi siamo i primi che vogliono partire per un “viaggio” quando scriviamo le canzoni, e… non vogliamo annoiarci! Anzi, vogliamo che la canzone ci esalti, o che ci faccia emozionare, o che ci stupisca, o che ci faccia riflettere! Questo non vuol dire per forza che ci ricordi il passato, anzi, ma è normale che essendo cresciuti ed avendo amato i gruppi “classici”… molto di cassico vi è!! E fa fare sicuramente un tuffo nel passato come dici tu.
C’è qualche brano a cui tenete particolarmente? In genere di cosa parlano i brani che compongono il lavoro?
Le nostre canzoni le amiamo tutte. Sono quasi sempre brani inseriti nell’immaginario di qualche film. Io e Redz siamo grandi appassionati di cinema, quindi sovente alle prove ci passiamo vecchi e nuovi dvd, e spesso ci guardiamo negli occhi e con una sinergia dell’altro mondo ci diciamo contemporaneamente una roba tipo: “cavolo, questa idea qui è perfetta da inserire nelle sensazioni di quella pellicola là!”, e così spesso arriviamo a dare un orizzonte completo a tutta la canzone grazie alla settima arte.
Parliamo dell’artwork realizzato da Riccardo Orsoni… Finalmente una vera opera d’arte e non una finta immagine generata da AI!
Ti posso dire questo: Io sono figlio di una pittrice, e negli anni ho scoperto che l’arte è sempre stata una cosa fondamentale per vivere felicemente la mia vita. Da bambino mi univo sempre ai viaggi in pullman dei pensionati a cui partecipava mia nonna e mi beccavo sempre mostre straordinarie, ed anche se ero piccolo sentivo che l’arte mi faceva sfiorare qualcosa di bellissimo e sconosciuto. Per me un disco senza una grande copertina non è un disco riuscito appieno. Poi calcola che ho fatto tutta l’infanzia a comprare dischi a caso solo perchè mi piaceva la copertina! Mi hai capito insomma! Oggigiorno è sicuramente un buco economico insanabile per migliaia di band far fare ad un pittore una copertina, ma… chi caxxo se ne frega! L’uso di danaro che al giorno d’oggi ti rende un miserabile è tutt’altro. Lavorare insieme ad un artista (specialmente di rara sensibilità e profondità come Riccardo) e scoprire cosa salterà fuori in base alle emozioni ed alle idee che ci si è scambiati a vicenda è un’esperienza unica ed impagabile.
Quali sono le vostre influenze, sia a livello di insieme per quel che riguarda la band, sia per quel che riguarda i singoli strumenti? Qual è stato il vostro percorso singolarmente come musicisti?
Le influenze del nostro sound (parlando molto in generale) sono sicuramente i tre gruppi che ti ho citato nella prima risposta. Parlando del percorso musicale personale ti posso dire che Redz è un’enciclopedia musicale umana: calcola che ha 45 anni ed ascolta da sempre cd in continuo ed anche tantissimo la radio tutti i giorni, inoltre è liutaio (cosa che non vuol mai che io dica, ma la dico lo stesso, perché costruiva violini etc. di ottima fattura!) e come musicista ha affrontato anche cose distanti dal metal (tanti anni fa lo andavo a vedere nei pub perchè suonava con un ensamble di musica folk irlandese, ed erano bravissimi!). Magher arriva da band punk, ed è un grande appassionato dei Ramones, dei Thin Lizzy e dei Guns. Io ho esordito con cover metal (come ti dicevo all’inizio), poi con musica inedita suonando con una band di rock italiano che si chiamava Divina Farsa, poi ho avuto esperienze disparate nel pop e nel rock, e poi ho dedicato svariati anni al mio progetto rock/prog Hoverplain.
Cosa gradite dell’odierna scena metal ma anche dell’intero panorama musicale più in generale?
Per non andare troppo lunghi ti rispondo solo per mio conto: se parliamo del dopo 2000 una band famosa che mi aveva affascinato molto (di quelle che insomma vuoi comprare tutto) eran stati i Mastodon. Poi non saprei… al volo così ti dico che mi aveva colpito il primo disco degli Alt-J, il metal cristiano dei siciliani Metatrone con Paradigma, recentemente Conundrum degli Hallas, e poi boh, mi sono innamorato di tante canzoni qua e là diciamo. Negli ultimi anni devo dire che ascolto poca roba, ho pochissimo tempo per ascoltare musica. Quando sono in giro con la macchina ascolto radio birikina perchè è la gente comune che sceglie le canzoni, e questo mi piace, e ti ritrovi a sorridere ascoltando un po’ di tutto. Per il resto il poco tempo che ho libero lo dedico a leggere (in questo momento sto leggendo un libro sugli scacchi di Michail Tal) o a giocare ai videogiochi (che in questo momento, a differenza della musica, sono grandiosi!).
Parlateci della collaborazione con Andromeda Relix! Come vi siete conosciuti?
Anni fa comprai alla Feltrinelli un libro dal titolo “Va Pensiero, 30 anni di rock e metal cantato in italiano” e sorprendentemente trovai citato il mio disco che non si era cagato minimamente nessuno ‘Senza Confini’ degli Hoverplain. Da lì mi innamorai di Gianni Della Cioppa, perchè capii che era un vero e raro appassionato viscerale e totale del rock. Il primo disco dei Goldusk, pur fieri d’averlo realizzato, lo trattammo in un certo senso male perchè non pensammo minimamente ad un riscontro positivo e ce ne fregammo di tutto. Fatto invece questo secondo disco io mi misi in testa che Gianni sarebbe stata la sola ed unica persona a cui l’avremmo proposto (il disco degli Hoverplain lo proposi a una cinquantina di realtà, ricevendo picche da tutti, eppure son convinto ancora oggi che era un grandissimo album). E lui alzò il pollice. E ti devo dire che abbiamo trovato la migliore spalla sulla quale appoggiare le risate e le sofferenze del nostro lungo percorso musicale.
Quali sono le vostre prossime mosse? E sul fronte live come va?
Passo alla prossima domanda. Ahahah No, a parte gli scherzi, stiamo iniziando a buttar giù il terzo disco!!! Le date… ok, passiamo alla prox domanda! Ahahah
Alle vostre parole la chiusura di questa “chiacchierata” virtuale
Sei fantastico Salvatore, grazie per la stima, le belle parole ed il supporto. Un grande grazie a tutti quelli che ci sostengono. Noi siamo una band che suona “pane e salame”, e siamo contenti che con le nostre canzoni qualcuno si senta bene, come bevendo una bella birra fresca insieme agli amici, parlando del passato e del futuro.















