Quel che è certo, è che ‘Chimaera’ non è un album per tutti. Non tanto per il genere, quanto per la preparazione spirituale minima che è bene avere per poter comprendere meglio il messaggio che ne giunge e che non lascia troppo spazio alla forma, anche solo intuitivamente, melodica.
E se le premesse sono queste, anche la scelta del nome della band, ‘Arousal’, non può essere certamente un caso. Ma andiamo in ordine. Per definizione l’arousal è «il grado di eccitazione o di attivazione in risposta all’esposizione ad uno stimolo» e cosa sia la ‘Chimaera’, invece, provano a spiegarcelo in musica con quest’album il chitarrista e cantante della band ferrarese Juan Dario Martin Bohada insieme il batterista Gabriele Bertolini e il pianista e tastierista Jacopo Bonora.
È un progetto ambizioso quello che gli Arousal portano avanti con questo album d’esordio, in cui a una base di chiara ispirazione grunge e alt rock si affiancano influenze psichedeliche e tentazioni hard rock. Ma i loro non sono brani a caso. L’opera alchemica degli Arousal si lega ai tre musicisti che manifestano se stessi nelle sue tre fasi: l’opera al nero, Nigredo, in cui la materia coincide con la canzone, l’opera al bianco Albedo in cui la purificazione porta alla melodia e l’opera al rosso, Rubedo, in cui avviene la trasformazione vera e propria e con essa la generazione del brano. La voce graffiante di Bohada si snoda in brani raramente sotto i 5 minuti e che a volte superano i 10, tra dissonanze che solleticano le trombe d’Eustachio da un lato e momenti che si avvicinano al ‘delirio onirico’ dall’altro, ma con sonorità che a volte non si distinguono da un pezzo all’altro.
In questo contesto merita sicuramente attenzione il ritmo di ‘Dissesta’ mentre ‘Gabbia’ presenta un riff forse un po’ ripetitivo ma interessante con un assolo preciso che introduce una seguente apertura melodica, mentre ‘Crisalide’ entra piano per poi lanciarsi in un inatteso ritmo un po’ sincopato. Necessaria in un album del genere invece ‘Catarsi ermetica’ che comincia con un buon ritmo che da ultimo vira verso qualcosa di simile quasi al nu metal, in un brano forse meno sperimentale, ma necessario per alleggerire l’album. Un disco d’esordio di quarantacinque minuti coraggioso quello degli Arousal che non fa alcuna concessione alla formula, alla hit radiofonica, al compromesso commerciale.
Voto: 7.5/10
Arianna Fisicaro
















