Eccellentissimo Signor Presidente,
Mi rivolgo a Lei in qualità di Segretario Politico del Partito Nazionale Italiano, per sottoporre alla Sua cortese attenzione la situazione dell’ingegnere italiano Maurizio Cocco, detenuto in Costa d’Avorio da oltre due anni. Con questa lettera, desideriamo rispettosamente invitarLa a considerare l’applicazione dell’Articolo 66 della Costituzione ivoriana, che Le conferisce il potere di concedere la grazia, al fine di disporre la liberazione del suddetto connazionale.
1. Condizioni di salute del detenuto
Durante la detenzione, il signor Cocco ha subito un ictus, ha contratto la malaria e ha perso un notevole peso corporeo, riducendosi a soli 40 chilogrammi. Le condizioni igienico-sanitarie del penitenziario di Abidjan, dove è recluso, sono estremamente precarie, con un sovraffollamento che vede oltre 12.000 detenuti in una struttura progettata per ospitarne 1.500.
2. Situazione familiare in Italia
La famiglia del signor Cocco, residente in Italia, sta vivendo un periodo di grande sofferenza. La moglie, la signora Assunta Giorgilli, ha intrapreso azioni di protesta pubblica per richiamare l’attenzione sulla situazione del marito, evidenziando le difficoltà economiche e psicologiche derivanti dalla prolungata detenzione.
3. Sovraffollamento carcerario
Il penitenziario centrale MACA di Abidjan è noto per il sovraffollamento critico, con una popolazione carceraria che supera di gran lunga la capacità prevista. La liberazione del signor Cocco contribuirebbe a ridurre, seppur in minima parte, il numero di detenuti, alleviando la pressione sulle risorse carcerarie.
4. Durata della detenzione preventiva
Il signor Cocco è detenuto da oltre due anni, un periodo che supera i limiti generalmente accettati per la custodia cautelare. Tale prolungata detenzione senza una conclusione definitiva del procedimento giudiziario solleva preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti umani fondamentali.
5. Immagine internazionale della Costa d’Avorio
Un atto di clemenza nei confronti del signor Cocco sarebbe visto dalla comunità internazionale come un segno di forza e umanità da parte della Costa d’Avorio, rafforzando la reputazione del Paese come nazione rispettosa dei diritti umani e delle convenzioni internazionali.
6. Valori religiosi e culturali
In tutte le principali religioni e culture, la compassione è considerata una virtù fondamentale. Concedere la grazia al signor Cocco sarebbe un gesto in linea con questi valori universali, dimostrando l’adesione della Costa d’Avorio ai principi di misericordia e umanità.
7. Precedenti internazionali
Recentemente, altri Paesi hanno mostrato atti di clemenza verso detenuti stranieri in situazioni simili, ottenendo riconoscimento e apprezzamento a
livello globale. Seguire questo esempio potrebbe portare benefici diplomatici e rafforzare le relazioni bilaterali tra la Costa d’Avorio e l’Italia.
8. Impatto sul sistema giudiziario
La liberazione del signor Cocco potrebbe alleviare parte del carico sul sistema giudiziario ivoriano, permettendo una migliore allocazione delle risorse verso casi più gravi e urgenti.
G. Considerazioni umanitarie
Le gravi condizioni di salute del signor Cocco richiedono cure mediche adeguate che potrebbero non essere disponibili in carcere. La sua liberazione gli permetterebbe di accedere alle necessarie attenzioni mediche, prevenendo un possibile deterioramento irreversibile della sua salute.
10. Rafforzamento dei legami bilaterali
Un gesto di clemenza verso un cittadino italiano rafforzerebbe i legami di amicizia e cooperazione tra la Costa d’Avorio e l’Italia, aprendo la strada a future collaborazioni in vari settori.
Conclusione
Alla luce di quanto esposto, confidiamo nella Sua saggezza e nella Sua sensibilità affinché possa valutare positivamente la concessione della grazia al signor Maurizio Cocco, in conformità con l’Articolo 66 della Costituzione ivoriana. Un tale gesto rappresenterebbe un atto di grande umanità e rafforzerebbe ulteriormente l’immagine della Costa d’Avorio come nazione giusta e compassionevole.
RingraziandoLa per l’attenzione dedicata a questa istanza, porgo i miei più distinti saluti.
L’avvocato Di Stefano inoltre comunica: “Sono stupito dell’inerzia da parte del Governo Italiano. Cercherò di parlare quanto prima con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Deve assolutamente intervenire. In virtù dei miei buoni rapporti interverrà sulla questione anche la Russia.”
Giovanni Di Stefano
Giovanni Di Stefano Segretario Politico Partito Nazionale Italiano















